Bergamo, 14 febbraio 2017 - Dalle indagini effettuate nel pomeriggio sul coltello da lavoro trovato in una siepe di Seriate il 6 ottobre scorso, emerge che il cutter è «astrattamente compatibile» con la ferita alla gola che ha ucciso la professoressa Gianna Del Gaudio, ex insegnante di 63 anni. La donna era stata uccisa con un fendente sferrato al collo, da destra verso sinistra, dopo essere stata presa alle spalle: un taglio in diagonale, dall'alto verso il basso, che ha centrato la vertebra senza lesionarla in modo grave. Sul cutter era stato trovato anche il Dna di Antonio Tizzani, marito della vittima e, al momento, unico indagato (anche se a piede libero) nell'inchiesta

Proprio sul cutter i carabinieri del Ris di Parma avevano trovato una piccola traccia di materiale ematico di Tizzani: resta però ancora da chiarire se sia sangue, saliva o sudore. Il dettaglio può voler dire tutto o niente: dipenderà infatti dagli accertamenti scientifici 'irripetibili' che si svolgeranno nei laboratori del Ris, alla presenza del consulente scientifico di Tizzani, il genetista Giorgio Portera. Gli esami dovranno infatti chiarire la natura della traccia che potrebbe anche essere da 'contaminazione', ovvero trasferita sul coltellino da un altro oggetto e non finita direttamente sul cutter. E poi, in base anche alla posizione della traccia sul coltello, dovrà essere stabilito come sia arrivata fino a lì.