Leonardo Cazzaniga in aula tra gli avvocati
Leonardo Cazzaniga in aula tra gli avvocati

Busto Arsizio (Varese), 5 settembre 2019 - Arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. È la richiesta presentata alla Corte d’Assise di Busto Arsizio dai difensori di Leonardo Cazzaniga. L’ex aiuto primario del pronto soccorso del presidio ospedaliero di Saronno viene processato davanti ai giudici di Busto perché imputato di quindici omicidi, dodici in corsia e quelli di tre familiari, la madre, il marito e il suocero della sua amante del tempo, l’infermiera Laura Taroni.

Li avrebbe compiuti, secondo l’accusa, con la somministrazione di farmaci in sovradosaggio. Gli avvocati bresciani Ennio Buffoli e Andrea Pezzangora fondano la loro istanza su alcuni punti. Cazzaniga, da quando è iniziata la sua prima esperienza giudiziaria e carceraria, è detenuto da quasi tre anni e ha sempre mantenuto un comportamento corretto. Già al momento dell’arresto, nel novembre del 2016, non svolgeva attività sanitaria, ma era addetto a incarichi di carattere amministrativo. Dopo essere stato incarcerato, era stato sospeso dall’Ordine dei Medici di Milano. Cade allora ogni rischio di reiterazione del reato.

Laura Taroni, accusata in concorso con Cazzaniga degli omicidi “familiari”, è detenuta nella casa circondariale di Como. Lo scorso luglio la Corte d’Assise d’appello di Milano ha confermato la condanna a trent’anni di reclusione per le morti della madre e del marito e l’assoluzione piena per non avere commesso il fatto per quella del suocero. Nell’immediatezza dell’arresto i genitori del medico avevano dato la disponibilità ad accogliere il figlio nella propria abitazione a Cusano Milanino. Visto il rilievo mediatico della vicenda, il medico, se venisse posto ai domiciliari, avrebbe tutti gli interessi a rispettare scrupolosamente le disposizioni dell’autorità giudiziaria. Per tutti questi motivi le esigenze cautelari per Leonardo Cazzaniga possono essere garantite sostituendo al carcere la misura degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, che consentirebbe di monitorare ogni suo eventuale spostamento. Il processo riprenderà il 21 ottobre, quando saranno in aula gli esperti che il collegio giudicante ha nominato per una perizia super partes per i decessi di undici pazienti ospedalieri.