Quella sera finita nel sangue. Nuova confessione di Carolo

Il giovane è accusato assieme a Caglioni dell’omicidio di Andrea Bossi. Due ore davanti agli avvocati per ribadire la sua innocenza. "È stato più coerente".

Quella sera finita nel sangue. Nuova confessione di Carolo

Quella sera finita nel sangue. Nuova confessione di Carolo

Una nuova confessione in carcere davanti ai suoi legali. Che potrebbe prendere la forma nelle prossime settimane di un secondo interrogatorio davanti alla pm titolare dell’inchiesta sulla morte di Andrea Bossi, Francesca Parola, e al gip Anna Giorgetti. Ieri mattina Douglas Carolo, in carcere dal 28 febbraio e accusato assieme al coetaneo Michele Caglioni dell’omicidio del ventiseienne di Cairate lo scorso 27 gennaio, nel corso di un colloquio durato due ore abbondanti, ha fornito "una versione più coerente e chiara di quanto è accaduto quella sera nell’appartamento della vittima", queste le parole del suo avvocato Vincenzo Sparaco.

Se da una parte i legali mantengono il riserbo sui dettagli emersi dalle dichiarazioni del ventenne di Samarate, dall’altra confermano con un certo grado di soddisfazione "che c’è stata linearità nella narrazione" fatta dal giovane su quanto sia successo quella tragica notte, rispetto alle sue stesse parole di una settimana fa, quando cioè aveva detto di avere un alibi, di essere del tutto estraneo al delitto, di trovarsi addirittura da tutt’altra parte rispetto alla palazzina di via Mascheroni. Parole che però non aveva ribadito il giorno successivo, sabato 2 marzo, durante l’interrogatorio di garanzia avvalendosi della facoltà di non rispondere". "Ora dobbiamo trovare i riscontri alle sue dichiarazioni – continua Sparaco –. Ci vorranno una decina giorni per le nostre valutazioni. Settimana prossima lo ascolteremo di nuovo".

Il passo successivo sarà a questo punto avanzare una richiesta di nuovo interrogatorio alla Procura di Busto Arsizio. Carolo del resto continua a professarsi innocente. Lo ha fatto anche ieri. Come Caglioni. Che però accuserebbe Carolo. Bossi è stato prima stordito con un pesante portacenere e poi ucciso con un fendente alla gola. Coltello che ancora non si sa che fine abbia fatto, a differenza di portacenere e chiavi di casa. Né Caglioni né Carolo hanno fornito indicazioni utili per il suo ritrovamento. "Mi auguro che venga trovato al più presto e sottoposto a indagine per repertare materiale genetico. Quel passaggio sarà di fondamentale importanza".

Per il momento sta per essere affidata la perizia sui cellulari dei due ragazzi e della vittima. Sparaco si riserva però di chiedere che venga effettuata tramite incidente probatorio, ovvero che ciò che verrà riscontrato dal perito indicato dalla Procura, la sua “versione“, possa essere esaminata (ed eventualmente contestata) dalle parti in causa.