Le foto dei ragazzi sui binari
Le foto dei ragazzi sui binari

San Giuliano Milanese (Milano), 14 gennaio 2016 - Ragazzini in posa sui binari, un «selfie» veloce all’arrivo del treno e poi un salto all’ultimo istante per sfidare la morte. È l’ultima moda che sta contagiando gli adolescenti sangiulianesi, un gioco pericoloso e ad alte scariche di adrenalina. Un gruppi di amici – tre o quattro ragazzi e ragazze, tra i 12 e i 13 anni – si danno appuntamento sulla massicciata per un una bravata assurda che potrebbe costargli la vita.

Pose plastiche da copertina, le ragazze davanti all’obiettivo come fossero delle star. Giacche abbassate da vamp, magliette a maniche corte a colori sgargianti. Qualche scatto con lo smartphone in attesa del treno e poi un video che le immortala mentre schivano i convogli all’ultimo minuto. Vince chi resiste di più. A lanciare l'allarme è stato un papà dei «Falchi segnalatatori», un gruppo di sentinelle di quartiere che collaborano con il Comune. L’altra sera l’uomo ha scoperto le foto sul profilo Facebook della figlia e subito ha allertato il gruppo. «Quando il padre ha visto la figlia si è terrorizzato, è un gioco troppo pericoloso che mette a rischio la vita dei ragazzi. Si scattavano selfie, foto e ci sono perfino video che testimoniano queste sfide di iniziazione. Rimanevano in attesa dei treni per scattare foto con le motrici sullo sfondo e poi rimanevano fermi fino a quasi sfiorare i convogli», racconta Daniele Castelgrande, l’assessore alla Sicurezza che ha creato il gruppo dei Falchi. La mattina dopo il Comune si è messo all’opera per arginare il fenomeno. «Abbiamo scoperto che c’erano dei buchi nella rete che divide la scuola dal parco Serenella, i ragazzi passavano da lì per accedere alla massicciata della ferrovia – continua Castelgrande – Ho mandato gli operai del Comune e abbiamo chiuso i due varchi». Ma l'azione non finisce qui. «Prenderemo provvedimenti per sensibilizzare i ragazzi delle scuole affinché questi giochi non si ripetano più – continua l’assessore – Cercheremo anche di diffondere i messaggi tra le famiglie perché controllino più spesso i profili social dei loro figli. Sono bravate troppo rischiose, bisogna troncarle sul nascere per evitare l’effetto simulazione».