Roger Federer all'All England Club
Roger Federer all'All England Club

Con i suoi tappeti verdi, le tenute rigorosamente in bianco e le fragole con la panna il tennis su erba ci è mancato tanissimo Ma finalmente dopo lo stop da pandemia dell'anno scorso, si torna a giocare a Wimbledon. Lunedì 28 giugno l'All England Club riapre le sue porte al pubblico (50% di capienza, ma a pieno regime per le finali) e soprattutto ai suoi campioni. Eravamo rimasti alla finale delle finali, quella del 2019 finita per 13-12 al quinto set con la vittoria di Novak Djokovic e due match point annullati a Roger Federer. E dopo un anno di pausa forzata in un certo senso si riparte da lì. Ma se Djokovic è una certezza, "re Roger" (40 anni in agosto) è un'incognita. Tante e per le ragioni più svariate le assenze di peso: da Rafa Nadal alla campionessa ancora in carica Simona Halep, da Naomi Osaka a Dominic Thiem.  Gli azzurri si presentano con una presenza record fatta di 10 uomini e 3 donne e in pochi sono venuti qui a fare i turisti. Anzi. Matteo Berrettini scende in campo con più di una speranza. Ma un cosa va detta: a Wimbledon gli outsider sono una rarità. Vediamo chi sono i favoriti di questa ediizone del torneo, che si chiuderà l'11 luglio (come gli Europei) con la finale maschile.

Gli uomini

Novak Djokovic

"Sono pronto, emozionato e carico. E se arrivo alla seconda settimana tutto è possibile". In quel "se" si racchiude il senso della stagione di Roger Federer che torna al suo Slam per raggiungere quota 9 trionfi ma con la consapevolezza che stavolta sarà durissima. Pochi tornei fin qui, ma troppe sconfitte (anche sull'erba di Halle, dove è padrone, per mano del giovane Auger-Aliassime) e quegli otttavi di finale al Roland Garros probabilmente insperati ma non utili a dare un giudizio (anche per via del ritiro in corsa). Il sorteggio ha voluto che Roger, testa di serie numero 6, finisse nella parte bassa del tabellone, all'opposto di Novak Djokovic. Ma è anche la parte più difficile con Medvevdev, Zverev e Berrettini col coltello fra i denti. Già l'esordio con il francese Mannarino potrebbe non essere una passeggiata. Poi nel mirino anche l'inglese Norrie e forse il nostro Sonego, poi Medvedev ai quarti. Insomma, che fatica!

E' andata decisamente meglio a Novak, che ha un'autostrada teorica fino alle semifinali. Esordio con il giovane inglese Draper (che ha appena fatto suo lo scalpo di Sinner) e poi una sfilza di terraioli e magari un Monfils che pare calante. Poi ai quarti uno tra Rublev (numero 5), sempre che Sinner non faccia l'exploit che tutti attendono. In semi eventualmente Tsitsipas, che però deve ancora riprendersi dallo choc della finale a Parigi. Djokovic, dopo i trionfi in Australia e Francia, è alla caccia non solo del Grande Slam (Rod Laver ultimo uomo a riuscirci, nel 1969) ma addirittura del Golden Slam con annesse Olimpiadi (fin qui l'ha realizzato solo Steffi Graf, 1988). Motivazioni imporanti, morale alle stelle. E' strafavorito. Dietro la solita pattuglia di inseguitori nobili: Medvevdev, Tsitsipas, Zverev e ora anche Berrettini in cerca della consacrazione. Dovranno sudarsela.

Mine vaganti? Qualcuno che può far danni c'è, a partire dal redivivo ex campione Us Open Marin Cilic che sull'erba può essere un cliente difficle ed è sulla strada di un  terzo turno con Medvedev. Occhio al russo Karatsev, al francese Humbert, ai gemelli diversi canadesi (Shapovalov e Auger-Aliassime) e alla pattuglia azzurra. E poi con una wild card Andy Murray (nell'ottavo presidiato da Bautista Agut e Shapovalov) che dovrà dirci e dirsi se ha ancora una carriera davanti.

Le donne

Serena Williams

In campo femminile le assenze di Halep e soprattutto di Osaka portano l'ennesimo scompiglio in chiave pronostici. E considerato che da queste parti una teenager non vince dai tempi di Maria Sharapova (2004) è chiaro che Serena Williams (come Roger  prossima alle 40 candeline) vuol crederci. La caccia al 24° Slam è diventata un'angoscia più che un obiettivo, ma sui campi verdi l'americana (testa di serie n. 6) è di casa. Al terzo turno possibile una riedizione delle finali 2016 e 2018, ovvero uno scontro con la tedesca Angelique Kerber (se le sono spartite le due finali) che ha dato a Bad Homburg segni di risveglio tornando a vincere dopo 3 anni. Poi la stellina made in usa Cori Gauff. Quella che sopravvive è favorita per le semifinali. Dove dovrebbe trovare la numero 1 Ashleigh Barty, se si è ripresa dagli acciacchi (sul suo cammino Krejcikova e l'insidiosa estone Kontaveit). Da quel lato anche Bianca Andreescu, ancora poco a suo agio sull'erba, Ma appena impara, saranno dolori.

Nella parte bassa c'è la n.2  Arina Sabalenka sempre a caccia di un acuto Slam. dal suo lato ci sono talmente tante vincitrici di majors (Kenin, Swiatek), ex campionesse di Londra (Kvitova, Muguruza) o eterne incompiute (Pliskova) che fare un pronostico sarebbe da pazzi. C'è anche Venus Williams, 41 primavere, stretta in uno spicchio di tabellone fra Muguruza e la giocoliera Ons Jabeur. Sarà l'ultima volta? Una marea le mine vaganti, come la russa cresciuta in Italia  e vincitrice a Berlino Liudmila Samsonova. Ma se serve un nome, allora l'ex regina di Parigi Jelena Ostapenko con il suo arsenale di colpi bum bum. Il limite? Non ha piano B, ma se quello A funziona, è quasi impossibile contenerla e infatti è reduce dal trionfo a Eastbourne. 

Gli italiani

Matteo Berrettini

Con una presenza record, i 13 azzurri che varcheranno i cancelli di Church Road vogliono dire la loro. A partire da Matteo Berrettini (esordio abbordabile con l'argentino Pella, possibile scontro ai quarti con Zverev). Il romano, testa di serie n.7, ha iscritto il suo nome dell'albo d'oro del Queen's, tradiizonale antipasto di lusso di Wimbledon. Servizio e diritto devastanti, attitudine ammirevole in campo, Matteo può coltivare giuste ambizioni di ben figurare. E di sognare. Jannik Sinner è ancora in fase di apprendistato, ma ha già dimostrato che gli ci vuole poco per adattarsi. Lorenzo Sonego, finalista a Eastbourne, può dar fastidio come l'eterno Fognini (26). L'enfant prodige Lorenzo Musetti? Il talento c'è, i gesti forse sono ancora troppo ampi per i prati. Il debutto con Hurkacz (giustiziere in finale a Miami di Jannick) sarà un test severo ma intrigante. Della partita anche l'erbivoro Seppi, Cecchinato, Caruso, Mager e Travaglia.

Tra le ragazze occhio a Camila Giorgi, fresca di semifinale  e scalpi prestigiosi a Eastbourne (dove si è ritirtaa, si spera precauzionalmente): se gioca come lì, sono guai per molte. Più difficile il percorso per Jasmine Paolini (apre con Petkovic) e Martina Trevisan (primo turno con Vesnina).

Gli ottavi teorici

Nel tabellone maschile: Djokovic-Monfils; Schwartzman-Rublev; Tsitsipas-De Minaur; Shapovalov-Bautista Agut; Berrettini-Rudd; Auger-Aliassime-Zverev; Federer-Carreno Busta; Hurkacz-Medvedev. Nel tabellone femminile: Barty-Krejcikova; Azarenka-Andreescu; Svitolina-Pavlyuchenkova; Bencic-Williams; Pliskova-Kvitova; Mertens-Kenin; Swiatek-Muguruza; Sakkari-Sabalenka.

In Tv

Diretta da lunedì 28 giugno, dalle 11.30, su Sky, che per l'occasione fa debuttare il canale Sky Sport Tennis (205). Incontri anche su Sky Sport 1 e Sky Sport Arena oltre a 6 canali dedicati al torneo: dal numero 252 al 257. Sul digitale terrestre Supertennis (canale 64) grazie a un accordo con Sky trasmetterà tutti i giorni alle 21 l'incontro del giorno e in simultanea le dirette delle finali di doppio maschile e femminile. Inoltre dal 1° luglio passerà, sulla piattaforma Sky, dal canale 224 al 212.