Matteo Berrettini celebra la vittoria del trofeo
Matteo Berrettini celebra la vittoria del trofeo

Londra - Matteo Berrettini nella storia: è il primo italiano a vincere il torneo del Queen's. "Non voglio offendere gli altri trofei, ma questo è il più bello". Sono le prime parole di Matteo Berrettini, commentando su Sky il successo nella finale di Londra contro il britannico Cameron Norrie, battuto in tre set  con il punteggio di 6-4, 6-7(5/7), 6-3. Berrettini è anche primo vincitore all'esordio nel Queen's dai tempi di Becker (1985): "Pensare al mio nome e al suo accostati è incredibile. Ho realizzato un sogno che avevo da bambino - ha aggiunto - questo torneo lo guardavo da piccolo in tv. Partita dura, ringrazio tutti. Norrie bravissimo, sono sicuro che il suo primo trofeo in carriera arriverà a breve". 

Il 25enne romano ha superato il britannico Norrie (numero 41 del ranking) e si è preso il primo torneo 500, il quinto titolo in carriera. Dopo un ottimo primo set in cui ha dominato sul servizio, Berrettini ha ceduto nel secondo al tie-break ma poi nel terzo non ha lasciato scampo al mancino britannico, superato in un'ora e 50 minuti. Si conferma un'annata eccezionale per il tennista romano alla sua terza finale stagionale e reduce dai quarti al Roland Garros. 

Omaggio anche da Norrie: "Complimenti Matteo, hai fatto meglio di me nei punti importanti. Hai una bellissima carriera davanti. Prima del torneo avrei firmato per una finale, ringrazio il pubblico per il sostegno". 

Un'annata eccezionale

Il "Cinch Championships", Atp 500 dotato di un montepremi di 1.290.135 euro è, per Berrettini, il quinto titolo in carriera per l'azzurro, il primo a livello "500", su sette finali disputate, tre solo in questa stagione (ha vinto quella di Belgrado e ha perso quella del "1000" di Madrid, entrambe sulla terra). Quarta finale in carriera amara, invece, per Norrie, che deve rimandare l'appuntamento con il primo trofeo. Allenato da Vincenzo Santopadre ma seguito a Londra da Umberto Rianna, Berrettini, che sull'erba vantava il titolo conquistato a Stoccarda nel 2019, ha dimostrato di aver ammortizzato bene il passaggio dalla terra parigina ai prati londinesi: all'esordio si era aggiudicato con due tie-break il derby tricolore con Stefano Travaglia, poi la rivincita, sempre in due set, sul britannico Andy Murray, già cinque volte vincitore di questo torneo. Nei quarti un altro successo in due parziali su Daniel Evans, sesto favorito del seeding, in semifinale la vittoria netta sull'australiano Alex De Minaur, quarta testa di serie. La vittoria su Norrie in finale è un chiaro messaggio: a Wimbledon bisognera' stare molto attenti a "sir Matteo".