Bracciate per un sogno. Barlaam punta Parigi: "Conquisto medaglie per aiutare i bambini»

L’azzurro: "Tante polisportive e ottimi risultati: così arriviamo ai futuri campioni"

Barlaam punta Parigi: "Conquisto medaglie per aiutare i bambini"

Barlaam punta Parigi: "Conquisto medaglie per aiutare i bambini"

NUOTO

Nel giorno in cui il Coni Lombardia decide di premiare i migliori atleti dell’anno solare 2023, attraverso le Benemerenze consegnate dal presidente Marco Riva, non si può che passare da un giusto riconoscimento per il ragazzo che ha dominato il nuoto paralimpico a livello mondiale. Nella rassegna iridata di Manchester, Simone Barlaam ha messo al collo sei ori, replicando il numero di successi conseguiti nella stessa manifestazione un anno prima a Funchal, bottino da aggiungere ad altri cinque di Londra 2019 e due di Città del Messico 2017. Un Phelps in salsa italiana e milanese che fa da punta di diamante di un movimento in continua crescita negli ultimi anni. Nel monumento sportivo cittadino più famoso, lo stadio Meazza, Barlaam aggiunge alla personale bacheca la tarda dei Coni Awards regionali.

Come vedi questo 2024 appena cominciato?

"Lo vedo ricco di gare e appuntamenti, con una Paralimpiade a Parigi che spero aprirà il mondo paralimpico a molti italiani. Spero che rispetto a Tokyo sia più viva, piena di pubblico e calore da parte del tifo".

Il 2023 è stato un anno straordinario.

"Con sei medaglie d’oro al Mondiale di Manchester. Una cosa abbastanza surrweal, fino a qualche tempo fa guardavo Alex Zanardi e gli altri atleti come alieni. Ora essere premiato come miglior atleta al mondo è un onore e una responsabilità perché con quel che faccio posso aiutare bambini e bambine con disabilità a intraprendere un percorso nello sport".

Con quale idolo sei cresciuto?

"Alex Zanardi, come detto, ma anche Kobe Bryant per la sua dedizione al lavoro. Ho avuto la fortuna di incontrare altri atleti meno conosciuti ma che sono stati fondamentali per la mia crescita".

Cambia qualcosa aver dovuto preparare la rassegna paralimpica in tre anni e non in quattro?

"Non più di tanto perché la preparazione si fa anno per anno. Qualche collega forse la sente, ma alla fine la pausa estiva è la stessa, dalle due alle tre settimane sia per il Mondiale che per la Paralimpiade. Non vedo particolari differenze".

Come state preparando l’Europeo che arriverà tra poco?

"Nel collegiale di Lanzarote possiamo capire come stiamo tutti quanti e cominciare a inserire allenamenti doppi e tanta palestra".

L’annata è stata straordinaria per tutto il gruppo azzurro del nuoto.

"Un vanto. Prima che diventassi uno dei membri di questa nazionale, l’Italia non era nella top 10 del nuoto mondiale. Un onore e una responsabilità, anche in questo senso. In gara però non ci si pensa. Siamo concentrati sul fatto di andare bene e divertirci allo stesso tempo. Cosa che negli ultimi tre Mondiali ci ha portato bene".

Cos’ha fatto sì che il movimento avesse questa ascesa?

"Un mix fortunato. Partendo dal fatto che rispetto ad altri Paesi abbiamo tante realtà locali specializzate solo nel mondo paralimpico, nel mio caso la Polha Varese che è una polisportiva che ha nove affiliazioni con nove federazioni diverse".

Nell’ultimo anno e mezzo gli atleti paralimpici sono entrati nei gruppi militari.

"Nel mio caso nelle Fiamme Oro e anche questo ha dato un bel messaggio di uguaglianza. Ci ha messo sullo stesso piano dei nostri colleghi".

Molti atleti sono venuti fuori nello stesso periodo.

"Ci sono tanti campioni con molto potenziale, in effetti. Tanti successi portano più visibilità, anche grazie ai media. Così arriviamo a più persone che possono cominciare a fare attività e magari diventare campioni o campionesse allo stesso modo".