Gli esperti mentre analizzano da vicino la stele
Gli esperti mentre analizzano da vicino la stele

Sondalo, 24 settembre 2019 -  Una stele che risale al 3000 avanti Cristo, ritrovata quattro anni fa durante alcuni lavori di ristrutturazione e che ora rischia di essere portata via dalla frazione Migiondo di Sondalo, ma gli abitanti non sono d’accordo.
Andiamo con ordine. Quattro anni fa il medico ortopedico Kelios Bonetti “scopre” la stele.

«In realtà è sempre stata lì, fa parte di una massicciata che dà sulla strada – spiega Bonetti -. Durante dei lavori di ristrutturazione l’ho notata, la parte con l’iscrizione era semi nascosta, quindi l’abbiamo girata in modo che la faccia incisa fosse visibile dalla strada». E lì, distante circa cento metri dall’edicola votiva della frazione sondalina, è rimasta da allora, attirando anche lo sguardo di curiosi e appassionati. La stele ritrae un archetipo maschile, due coppie di asce speculari, in alto e al centro un sole, in basso un cinturone e il fodero di un pugnale. Ora, però, la frazione di Migiondo rischia di perdere la stele.

Infatti, lo scorso autunno, qualcuno ne ha segnalato la presenza alla Sovrintendenza dei beni culturali, che ora intende spostarla in un museo. «Noi non abbiamo pensato a fare la segnalazione – confessa Kelios Bonetti -. La Sovrintendenza, dopo aver confermato che si tratta di iscrizioni che risalgono a circa 5mila anni fa, pare sia intenzionata a prelevarla da Migiondo per studiarla in maniera più approfondita». La stele potrebbe quindi fare un viaggio verso Milano per gli studi del caso e, dopo, pare possa trovare casa nel Museo nazionale Palazzo Besta – Antiquarium Tellino di Teglio, dove ci sono anche le tre pietre “di Caven”, tra cui la Dea Madre o della Fecondità, che risalgono allo stesso periodo. Ma i sondalini, e non solo, non ci stanno, e chiedono che venga lasciata dov’è e, magari, di realizzare attorno alla stele un percorso storico-culturale che possa diventare attrattivo. «Ci sono molte persone che vengono a Teglio, Grosio e Grosotto per ammirare iscrizioni antiche – afferma Tommaso Pozzi, appassionato di storia e archeologia – e si potrebbe creare un percorso che porti anche a Migiondo alla scoperta della stele».