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21 giu 2022

"La Spumador e quei trasportatori in odore di mafia"

Cadorago, si apre il processo per alcuni degli imputati

21 giu 2022
paola pioppi
Cronaca
L’amministratore delegato della Spumador Roberto Rossi mentre mostra con orgoglio alcune delle bibite prodotte da tempo nella sua azienda
L’amministratore delegato della Spumador Roberto Rossi mentre mostra con orgoglio alcune delle bibite prodotte da tempo nella sua azienda
L’amministratore delegato della Spumador Roberto Rossi mentre mostra con orgoglio alcune delle bibite prodotte da tempo nella sua azienda
L’amministratore delegato della Spumador Roberto Rossi mentre mostra con orgoglio alcune delle bibite prodotte da tempo nella sua azienda
L’amministratore delegato della Spumador Roberto Rossi mentre mostra con orgoglio alcune delle bibite prodotte da tempo nella sua azienda
L’amministratore delegato della Spumador Roberto Rossi mentre mostra con orgoglio alcune delle bibite prodotte da tempo nella sua azienda

di Paola Pioppi

Il provvedimento di amministrazione giudiziaria notificato alla Spumador di Cadorago, ruota attorno alle attività di una famiglia di autotrasportatori che dallo scorso novembre è stata sottoposta a ordinanza di custodia cautelare: i Salerni e la Sea Trasporti. Il processo che si aprirà a Como giovedì a carico di una parte degli indagati dell’operazione “Cavalli di razza“ della Dda di Milano, aveva consentito di ricostruire la "posizione di monopolio acquisita da Antonio Salerni nell’assegnazione delle commesse di trasporto merci che gli venivano affidate dalla Spumador", come la definisce il Tribunale di Milano che ha emesso il provvedimento. Il volume d’affari della Sea, era così passato dai 167mila euro del 2012, di cui il 30 per cento garantiti da Spumador, ai tre milioni e mezzo del 2021, metà dei quali garantiti dalla società di Cadorago: ma l’ultima annualità era stata interrotta dall’esecuzione dell’ordinanza, e negli anni precedenti, il fatturato garantito dalla Spumador ai Salerni sfiorava il 70 per cento del totale. Anche i subappaltatori, i cosiddetti padroncini che si mettevano a disposizione con mezzi propri, passavano dal vaglio dei Salerni: come Alessandro Palmieri, genero di Giuseppe Medici già condannato in via definitiva per associazione ‘ndranghetista, o i fratelli Domenico e Andrea Stillitano, destinatati di interdittive antimafia. Le indagini hanno ricostruito una sorta di ramificazione di società che si alternavano nel gestire gli incarichi di consegne, ma che facevano capo alla Sea e che arrivavano sempre a ruotare attorno agli stessi nomi. Come al S&R di Saffioti Stefania, la cui titolare è moglie di Andrea Stillitano, la Mitras o la Premis, di cui i fratelli Stillitano figuravano come dipendenti in tempi diversi, o la Roadrent, proprietaria dei mezzi della Saffioti, che svolge i trasporti di cui sono incaricati gli Stillitano. Anche la Vial Trasporti, altra ditta che svolge trasporti per la Spumador, risulta essere di Consuelo Mandaglio, moglie di Vicenzo Palmieri.

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