San Giacomo Filippo (Sondrio), 29 luglio 2018 - Aperta ieri al traffico la nuova bretella che bypassa un tratto della strada statale 36, collegando in maniera continuativa i Comuni di San Giacomo Filippo, Campodolcino e Madesimo, parzialmente isolati, fino a poche ore fa, a causa della frana di Gallivaggio. I lavori per la realizzazione della pista – lunga 990 metri, con una larghezza media di 4,5 metri e con una pendenza massima del 12% – sono stati avviati lo scorso 28 giugno e sono stati completati in tempi record, rispettando le date previste. L’appalto, del valore di circa 900mila euro, comprende anche il servizio di manutenzione e pronto intervento per un periodo di sei mesi successivi al completamento dei lavori ma, quasi sicuramente, la vita del bypass provvisorio verrà prolungata anche per tutto il periodo invernale, in modo da tutelare, quanto più possibile, la viabilità durante la stagione sciistica.

La carreggiata, percorribile a senso unico alternato – grazie a un un sistema semaforico “intelligente”, in grado di leggere l’andamento e l’intensità del traffico – si innesta sulla statale 36 in corrispondenza del km 126,120 per poi reimmettersi sulla strada principale al km 127. La pista, che attraversa i torrenti Liro, Avero e Vallesegna è stata realizzata sulla sponda destra della Valle Spluga, in modo da porla al riparo dal pericolo costituito dalla frana. «L’opera che mettiamo a disposizione del territorio – ha affermato Dino Vurro, Coordinatore Anas per il Nord Ovest – è stata realizzata in tempi eccezionalmente contenuti, combattendo quotidianamente con il meteo di un’estate particolarmente bizzarra. Per poter rispettare le tempistiche che ci eravamo imposti abbiamo utilizzato tecniche ingegneristiche particolari, con lavori su più turni, sotto la direzione lavori e il monitoraggio continuo dei tecnici». Centrale, per la riuscita della carreggiata in tempi così ristretti l’impegno della ditta aggiudicataria dell’appalto, la Tmg di Sondrio: «Abbiamo incontrato alcune difficoltà a causa della presenza di alcuni grossi massi sul tracciato – commenta il geometre dell’azienda Giuliano Bulanti – ma alla fine siamo riusciti a rispettare i tempi»