Simone sventola il tricolore dopo l'impresa in Brasile
Simone sventola il tricolore dopo l'impresa in Brasile

Cinisello Balsamo (Milano), 21 gennaio 2019 - Dal Parco Nord alla conquista di tutte le corse più lunghe del mondo. È un cinisellese d’adozione, Simone Leo, il primo uomo a realizzare il sogno di portare a termine le “Seven Sisters”, ossia le ultra maratone più lunghe e più difficili al mondo. Il suo traguardo finale (anche se sarà solo una tappa nella sua carriera agonistica) è stato raggiunto sabato scorso quando Simone, che nella vita di tutti i giorni è un ferroviere, ha portato a termine la Brazil 135, una gara di 135 miglia (225 chilometri effettivi) che si è disputata nelle foreste e sulle montagne tra Sao Joao da Boa Vista e Paraisopolis. Un percorso tra i più selvaggi al mondo che scavalca 9.860 metri di dislivello positivo. Simone l’ha domata nel tempo di 48 ore e 45 minuti, senza mai una sosta, e ha tagliato il traguardo con il suo inseparabile tricolore che recita: "La via della Felicità", una citazione di Ron Hubbard che è diventata un po’ il suo mantra.

Il runner cinisellese ha così completato tutte le 7 gare di ultra maratona più dure al mondo. Il suo è un vero primato inseguito negli ultimi anni da diverse decine di inossidabili ultrarunner. Infatti se per molti l’obiettivo di correre una o più maratone in un anno è considerato un fatto normale, per chi pratica gare di oltre 200 chilometri in completa autonomia, questo obiettivo è assolutamente difficile da programmare. Le difficoltà che si incontrano sia in preparazione sia in gara sono moltissime e il fisico non è in grado di tollerare troppe gare in periodi di tempo ristretti.

Simone appena 6 mesi fa aveva sfidato un altro inferno: quello della Badwater, forse la gara più dura al mondo perché si corre nel deserto della Death Valley al di sotto del livello del mare, dove le temperature di giorno superano i 50 gradi e l’umidità e insopportabile. Prima ancora aveva portato a termine la corsa del “mito”, la Atene-Sparta-Atene di quasi 500 chilometri, che in qualche modo è legata all’idea più classica di maratona.

Il ferroviere, originario del Novarese, ha 39 anni e ha cominciato a correre quasi per caso una decina di anni fa. Da allora ha portato a termine più di 100 tra maratone e ultramaratone. Lo si vede spesso allenarsi al Parco Nord, dove gira come una trottola per percorrere chilometri e chilometri. Un consiglio ai tanti runner che sognano di diventare come lui: "Con costanza, metodo e pazienza, tutti possono realizzare i sogni e compiere imprese incredibili. Ma non si deve avere mai troppa fretta".