Filippo Penati
Filippo Penati

Sesto San Giovanni (Milano), 15 agosto 2019 . "In questi giorni la mia mobilità deve essere assistita da una sedia a rotelle. Ho fatto il sindaco e il mio impegno per l’abbattimento delle barriere architettoniche non è mancato. Pensavo fosse efficace ma questa esperienza mi ha inesorabilmente dimostrato che non è così e me ne scuso". Un messaggio breve ma dritto nel segno, quello lasciato su facebook da Filippo Penati, già sindaco di Sesto San Giovanni ed ex presidente della Provincia di Milano, tra i nomi più influenti della sinistra e della politica italiana fino a una decina d’anni fa. Oggi Penati è piegato da una malattia contro cui combatte da più di un anno.

È seduto su una sedia a rotelle, ma la sua stoffa di politico è emersa anche nel momento di difficoltà con un messaggio di scuse e un appello ai suoi ex colleghi a fare di più per chi ha una mobilità ridotta. "Non parlo dei comportamenti irrispettosi di alcuni, mi riferisco alla trascuratezza e l’abbandono con cui vengono realizzate le opere murarie – scrive l’ex primo cittadino sestese -. Scivoli assenti o realizzati con gradini alti da essere essi stessi delle barriere. Stato di manutenzione disastroso". Con poche parole traccia un quadro chiaro della situazione che riguarda non soltanto Sesto, e non da oggi, ma in generale un Paese vecchio e nel quale la cultura delle barriere zero non è mai entrata concretamente nel lessico comune. L’esperienza di Penati, ormai fuori dalla politica attiva da un decennio, dimostra una volta di più che troppo spesso gli amministratori, presi dai loro impegni e dalle dinamiche della politica, finiscono per allontanarsi dal mondo reale, senza più comprenderlo a pieno. Così fa un amministratore locale che non usa mai i mezzi pubblici o un assessore alla mobilità che non si sposta in bicicletta.

Qualche anno fa a Cinisello Balsamo, l’allora sindaco Daniela Gasparini fu costretta a rimanere per qualche tempo sulla sedia a rotelle a causa di un intervento chirurgico. Fu lei stessa a chiedere di potersi spostare per Cinisello in sedia a rotelle mettendo alla prova tutte le opere realizzate intorno alle stazioni della tranvia 31. Scoprì che alcuni degli scivoli per la risalita dai marciapiedi erano così in pendenza che si rischiava il ribaltamento. "Mi permetto di dare un consiglio agli amici sindaci – continua Penati nel suo messaggio social -. Passate un pò di tempo a girare la vostra città in sedia a rotelle e obbligate a fare altrettanto al responsabile della manutenzione strade. Io da sindaco non l’ho fatto e ho sbagliato".

A Sesto, recentemente, l’amministrazione comunale ha rimesso mano al “Peba”, il piano di abbattimento delle barriere architettoniche. Proprio per evitare l’errore di calare dall’alto opere e iniziative, ha coinvolto le diverse realtà che in città lavorano sulla disabilità. Ora i loro consigli e le loro richieste dovranno essere tradotti in un piano per il quale l’assessore alle Opere pubbliche Antonio Lamiranda ha annunciato "ingenti stanziamenti nei prossimi tre anni".