Adriana Albini presiede la Top Italian Women Scientists
Adriana Albini presiede la Top Italian Women Scientists

Sesto San Giovanni (Milano), 8 maggio 2020 - C’è anche la sestese Adriana Albini tra le firmatarie di #Datecivoce, con un appello rinnovato in un momento in cui si parla di rappresentanza nelle task force governative. "Sono state le prime a scrivere per avere donne competenti ad aver voce nelle commissioni. Sono partite a metà aprile e io ho firmato la loro prima mail. Poi ci sono stata tante iniziative tra cui la petizione “Non è un paese per donne“ su change.org. Ma ora ci vogliono le nomine! Fatti dopo le parole". E non basta la “toppa“ messa dal Governo per recuperare sulla mancanza di rappresentanza di genere nelle popolatissime task force istituite per la battaglia al coronavirus. Da anni Albini è in prima linea perché sia riconosciuto valore alle scienziate.

Ricercatrice, oncologa, attualmente responsabile del Laboratorio biologia vascolare e angiogenesi dell’Irccs Multimedica e direttore scientifico della Fondazione Multimedica onlus, presiede “Top Italian Women Scientists“, il club delle migliori scienziate italiane promosso da Onda. Un organismo che si è costituito a maggio 2016 su idea di Albini insieme a Valeria Poli, professoressa e scienziata di Torino. Il gruppo riunisce le eccellenze femminili, che si contraddistinguono per un’alta produttività scientifica e hanno dato un sostanziale contributo allo sviluppo in campo biomedico, nelle scienze cliniche e nelle neuroscienze. Questione di genere, ma non solo. "Questione di merito soprattutto – precisa Albini -. Nel nostro gruppo ce ne sono almeno 50 con valutazioni scientifiche internazionali più alte di due terzi degli esperti più conosciuti in questo momento grazie alla tv. Ben prima di tutti loro ci sono 115 donne ricercatrici, studiose, donne medico più su in classifica mondiale basata sulle citazioni dei loro studi internazionali. Però apparentemente invisibili. Bisogna far emergere il valore di questo patrimonio umano che ha studiato e lavorato e di cui il Paese non utilizza competenza ed eccellenza".

La rara presenza femminile nelle commissioni denota, insomma, una scarsa attenzione alle competenze. Eppure in Italia le donne rappresentano il 56% dei medici iscritti all’albo e sono quasi il doppio degli uomini tra i medici con meno di 40 anni, senza contare che il 77% degli infermieri è donna. Una battaglia senza fine che Albini porta avanti anche dal consiglio direttivo di Itwiin, un’associazione femminile italiana che opera nel campo dell’invenzione e dell’innovazione, sia autonomamente che in collaborazione con altri enti e soggetti.
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