Carabinieri davanti all'abitazione in cui è stata trovata morta la donna (Spf)
Carabinieri davanti all'abitazione in cui è stata trovata morta la donna (Spf)

Sesto San Giovanni (Milano), 24 aprile 2019 - Morta, nel soggiorno di casa sua, in mezzo al sangue. Accanto, un coltello. È stata trovata così Lucia Benedetto, 49 anni, dal marito di ritorno dal lavoro, nell’appartamento di via Sicilia 60 a Sesto San Giovanni. Suicidio o omicidio, ancora non c’è certezza.

L’uomo, di 54 anni, è tornato poco prima delle 19 e davanti al corpo ha chiamato il 118, che è intervenuto senza poter fare nulla. Poi, la telefonata ai carabinieri. Sul caso lavorano il nucleo investigativo di Milano, coordinato dalla Procura di Monza. Non si esclude ancora nessuna pista. Sul collo della donna,una ferita di arma da taglio, che potrebbe essere compatibile anche con un fendente autoinflitto. L’arma, un coltello da cucina, è stata ritrovata all’interno dell’appartamento, nella stessa stanza dove giaceva il cadavere. Una casa normale, in ordine, dove i coniugi abitavano insieme al figlio di 21 anni. Quando il marito è rientrato, il figlio si trovava fuori casae gli inquirenti si sono adoperati per rintracciarlo. Ancora intorno alla mezzanotte di ieri non risultava contattato.

I militari hanno effettuato i primi rilievi. Nei locali dell’abitazione nessun segno sospetto. Nulla fuori posto, che potesse suggerire l’ipotesi diuna rapina andata male, neppure traccedi effrazione alla porta di ingresso, che era chiusa,pur senza mandate. Gli inquirenti hanno ascoltato lungamente il cinquantaquattrenne, che non pare avere precedenti alle spalle e che sarebbe rimasto tutto il giorno fuori per lavoro. Dalla prima ricostruzione, il marito sarebbe quindi estraneo ai fatti. Il medico legale dovrà ora stabilire l’orario preciso e le cause del decesso. In queste ore i militari ascolteranno anche i vicini di casa del condominio di via Sicilia, tra la zona Rondinella e quella dell’ospedale. Gli investigatori cercheranno anche di capire se la donna soffrisse di qualche stato depressivo o se qualcuno di estraneo alla famiglia potesse avere un movente per ricadere fra i sospettati. Sotto la lente anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e il traffico telefonico della donna, così come quello dei familiari.