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8 ago 2017

Sindaci sceriffi contro il degrado divisi sull’efficacia dei Daspo

La ricerca di una ricetta politica per riportare la sicurezza nei comuni del Nord Milano, almeno quella percepita, si sta trasformando in una competizione tra Sesto e Cinisello

8 ago 2017
rosario palazzolo
Il sindaco  Siria Trezzi  ha scelto di affidarsi ai regolamenti
Il sindaco Siria Trezzi ha scelto di affidarsi ai regolamenti
Il sindaco  Siria Trezzi  ha scelto di affidarsi ai regolamenti
Il sindaco Siria Trezzi ha scelto di affidarsi ai regolamenti

Cinisello Balsamo (Milano), 8 agosto 2017 - Da un lato l’iperattivismo della nuova amministrazione comunale di Sesto San Giovani che, con la scusa dei Daspo urbani, in pochi giorni ha inanellato quasi una quarantina di Ordini di allontanamento per i cittadini indesiderati. Dall’altro il pragmatismo dei vicini amministratori comunali di Cinisello Balsamo che dall’inizio del 2017 hanno sanzionato 96 persone per comportamenti non consoni al decoro. La ricerca di una giusta ricetta politica per riportare la sicurezza nei comuni del Nord Milano, almeno quella percepita, si sta trasformando in una sorta di competizione tra i comuni di Sesto e Cinisello dove le amministrazioni comunali, per la prima volta di diverso colore politico, si sfidano a suon di ordinanze e regolamenti.

Il caso di Sesto tiene la ribalta da giorni, dopo che il nuovo sindaco Roberto Di Stefano e il suo assessore alla sicurezza, il leghista Claudio D’Amico, hanno dato il via ad una raffica di controlli del territorio con tanto di ordinanze di allontanamento di quanti turbano il decoro e la sicurezza in città. I “fogli di via” della durata di 48 ore, sono impropriamente diventati “Daspo urbano”, innescando una polemica nemmeno troppo velata con il questore di Milano Marcello Cardona che nei giorni scorsi ha dichiarato: «Le condizioni per l’emissione di un Daspo urbano sono la pericolosità sociale delle condotte di chi viene proposto per il provvedimento e la reiterazione delle azioni. Altrimenti si rischia un’interpretazione impropria del Daspo, che deve essere sempre applicato in modo rigoroso da un punto di vista procedurale». Come dire, guai ad abusarne. Tornando a Cinisello, il Comune già un anno e mezzo fa aveva deciso di affidarsi a una completa riscrittura del regolamento di Polizia Urbana che ora prevede sanzioni per le principali violazioni del decoro. In 7 mesi le sanzioni già elevate sono state 96, e vanno dalle 14 “multe” per disturbo della quiete, alle 14 per il campeggio abusivo, 34 per il commercio ambulante abusivo, 13 per le deiezioni dei cani non raccolte e 10 per il danneggiamento del verde. Anche 3 prostitute sono state multate. "Abbiamo lavorato per oltre un anno per prevedere delle soluzioni alle principali fonti di degrado che ci venivano segnalate dai cittadini – ha spiegato il sindaco di Cinisello Siria Trezzi – Oggi i nostri agenti hanno strumenti più forti per combatterle".

Si dice contrario al Daspo Urbano l’assessore alla Sicurezza Luca Ghezzi: "Senza voler polemizzare, non credo che la soluzione al problema sia quella di una sanzione o di un foglio di via per poche ore. Per questo nelle prossime settimane abbiamo in previsione un ulteriore rinforzo delle attivitàaffinché servano realmente a modificare le abitudini dei cittadini più maleducati". Proprio qualche giorno fa l’assessore sestese Claudio D’Amico aveva precisato che l’uso dell’Ordine di allontanamento altro non è che uno strumento contingente per fronteggiare l’emergenza, in attesa che il nuovo consiglio comunale di Sesto approvi un regolamento di Polizia Urbana più consono alle esigenze della città.

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