Un gazebo dell'Anpi a Sesto
Un gazebo dell'Anpi a Sesto

Sesto San Giovanni (Milano), 18 gennaio 2019 - Sarà una giornata che segnerà la storia della Città Medaglia d’Oro della Resistenza quella di oggi, venerdì 18 gennaio, che vedrà il Comune concedere una sala pubblica a CasaPound e tutto il centrodestra sedersi allo stesso tavolo dell’ultradestra. Un convegno sull’Europa, che vedrà deputati di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, si svolgerà alle 21 a SpazioArte in un’area blindatissima: tutto il parcheggio dietro le Poste non sarà infatti accessibile.

A nulla è valsa la mobilitazione di questo mese di associazioni, decanato e del centrosinistra, oltre che di un pezzo di civismo che fa parte della maggioranza di Governo: ieri Sesto nel Cuore, che già aveva preso le distanze dall’amministrazione, ha organizzato una serata storica. Oggi pomeriggio, vemerdì 18 gennaio, dalle 16 in piazza della Resistenza, proprio sotto il municipio, andrà in scena la «festa della democrazia», organizzata dal comitato antifascista sestese con l’Associazione nazionale ex deportati, l’Aned, varie sigle sindacali, sodalizi e partiti.

«Saremo in diverse centinaia – annuncia Roberto Cenati, presidente provinciale dell’Anpi – È doveroso: è la prima volta in 70 anni che Sesto concede uno spazio pubblico a un’organizzazione neo fascista». Ci sarà anche la presidente nazionale dell’Anpi Carla Nespolo, mentre altre persone hanno inviato i loro messaggi di vicinanza: dall’attrice Lella Costa («Teniamoci stretti») alla senatrice a vita Liliana Segre: «Seguo sempre queste vicende e guardo con grande tristezza e anche pena questi personaggi che ancora oggi, dopo il fallimento di questi movimenti totalitaristi, portano avanti queste insegne e principi. La mia vita l’ho spesa contro queste cose». Anche don Virginio Colmegna è intervenuto per esprimere dissenso verso la scelta dell’amministrazione. «Sentire che a Sesto si può sdoganare Casapound ci obbliga a un’obbedienza costituzionale forte. Non è possibile permettere lo slogan contro l’Europa, con al contrario un’idea di un fascismo buono – ha aggiunto il presidente della Casa della Carità – E farlo proprio a Sesto, Medaglia d’Oro della Resistenza. Dire che non siamo d’accordo credo che sia il minimo. È un segnale preoccupante rispetto al tema dei diritti fondamentali e dei principi costituzionali».

A dire no a CasaPound anche il Movimento 5Stelle e la Lista popolare per Sesto. Intanto, la petizione che aveva lanciato il comitato antifascista ha già superato le 7mila firme: tra le adesioni anche quella di Pierluigi Bersani, approdato l’altra sera a Sesto, a un presidio in piazza della Resistenza. Oggi pomeriggio la festa andrà avanti tra letture, testimonianze, la musica della Banda degli Ottoni. «Al sindaco Roberto Di Stefano – continua – abbiamo fatto giungere attraverso l’Anpi il messaggio che c’e’ uno statuto del Comune di Sesto San Giovanni che apertamente si dichiara contro il fascismo.