Il Comando della polizia locale
Il Comando della polizia locale

Bresso (Milano), 26 agosto 2018 - Tricolore e bandiera dell’Europa strappate e pennoni distrutti: atto di vilipendio alle bandiere italiana ed europea che erano appese sul tetto della scuola elementare pubblica Enrico Romani di via don Sturzo, nel cuore del quartiere San Carlo. Subito il Comune ha presentato denuncia alla locale stazione dei carabinieri e la polizia locale sta visionando i filmati di una vicina telecamera municipale.

La scoperta del vandalismo nella mattinata di ieri: se la bandiera blu con le stelle gialle è stata ritrovata a brandelli, sul marciapiede davanti alle entrate del plesso scolastico, di quella italiana non c’è più traccia. Duro il primo commento del sindaco Simone Cairo, che ha scritto in un post su Facebook tutto il suo sdegno: «Non voglio derubricare a bravata questo atto, che è stato commesso da qualche stupido nelle ore notturne – precisa il primo cittadino di Bresso – Sono state rovinate la bandiera italiana e quella della Comunità Europea che erano esposte all’ingresso della scuola di via don Sturzo. C’è una totale condanna del gesto».

Questo non è il primo atto vandalico contro le scuole cittadine. Tra giugno e luglio ci sono state diverse intrusioni nelle aule ma con pochissimi danni; nella biblioteca civica di via Centurelli erano state sottratte le monetine della macchinetta del caffè. Prima di ieri, nessuna bandiera era mai stata strappata.  Inevitabili anche i commenti di rabbia e di indignazione dei bressesi sempre su Facebook, con una richiesta: «Ci vogliono le telecamere». Una di queste, gestite e controllate dalla sala operativa del Comando dei vigili di via Lurani, si trova a circa 100 metri dalla Romani, nella zona delle gallerie dei negozi di vicinato di via don Sturzo: «Oltre alla denuncia dell’episodio ai carabinieri – conclude il sindaco Cairo – la nostra polizia locale si è già messa al lavoro per capire se ci sono immagini utili per le indagini in corso. Se qualche cittadino ha visto qualcosa, lo invitiamo a mettersi in contatto con le forze dell’ordine».