Arese (Milano), 29 marzo 2018 - Mamma, moglie, ingegnere, figlia di un ex lavoratore dell'Alfa Romeo: Michela Palestra è partita cinque anni fa con i tacchi bassi per la corsa alla prima carica della città. Quarantacinque anni da poco compiuti, tacchi alti, idee chiare e qualche capello bianco in più, la sindaca tenta il bis. L'annuncio ufficiale il 5 aprile alle 21 al centro civico L'Agorà.

Fine mandato. A  giugno si torna alle urne, si ricandida senza riserve?
Si, presa la decisione non ci sono esitazioni o dubbi, ma entusiasmo e voglia di rilanciare la sfida. La decisione arriva dopo un periodo di messa in discussione personale rispetto l'impegno, la crescita individuale e dopo un confronto con chi è stato affianco in questi 5 anni: la giunta, i consiglieri, le forze politiche tutte e i cittadini. E' stato un cammino certamente impegnativo e anche molto gratificante. Sono in prima fila in quanto candidata, ma sento tutta la forza e il sostegno di chi mi accompagna in questo progetto ed è una spinta fortissima a raggiungere l'obiettivo.

Dopo un sindaco finito ai domiciliari, due commissariamenti, un nuovo sindaco durato solo 65 giorni, ripensi alle amministrative di 5 anni fa: l'era Palestra ha riportato la stabilità o il cambiamento ad Arese?
Senza dubbio entrambi, dopo ben 9 anni si va a votare a scadenza naturale di mandato, che non sarebbe un elemento significativo se non si fosse votato nel frattempo ben 3 volte per eleggere il sindaco. Abbiamo un po' tutti la memoria corta, ma la stampa all'epoca ci definì “Arese, l'ingovernabile”, è questa l'eredità che abbiamo raccolto da quel periodo. Cinque anni di stabilità hanno un grande valore per la nostra storia recente. Quanto al cambiamento è sotto gli occhi di tutti, viabilità e centro civico Agorà come esempi di grandi opere ma con orgoglio voglio sottolineare il cambio di passo sul piano delle relazioni, le reti associative, l'appartenenza al territorio. La nostra cittadina ha sempre avuto un valore aggiunto sul piano associativo, il disegno strategico è stato mettere in contatto stretto queste realtà e favorirne la collaborazione e la relazione.

Nel 2013 era la candidata del Patto Civico, coalizione a cinque (Pd, Sel, IdV, Un Forum per la città e Arese Rinasce/Unione Italiana), oggi il suo orientamento qual è?
Il mio orientamento è lo stesso e quello della coalizione pure. Ora come allora ci sono 3 liste a mio sostegno: Pd, Un Forum per la città e Arese Rinasce. Il 2013 da un punto di vista politico sembra preistoria, invece lo schema della coalizione a mio sostegno è lo stesso, un progetto politico figlio della storia locale, forte e unito spinto dall'amore che abbiamo per il nostro territorio. L'orientamento è trasversale con due liste civiche con sensibilità diverse ma complementari e un partito. Cinque anni fa si poteva definire esperimento politico, ora è uno schema diffuso e di successo. Sono le persone che fanno la differenza e riconoscere come trasversali gli obiettivi per migliorare il luogo in cui viviamo.

Figlia, moglie, mamma (di tre figli), sindaca, ingegnere... in quale ordine?
Non ho dubbi, la mia famiglia viene prima di tutto, poi il ruolo istituzionale e infine la professione. Chi mi sta più vicino sa che i sacrifici per la mia famiglia in questi anni sono stati tanti, le assenze, gli orari difficili e le poche serate a casa... questo è il piano su cui è più difficile trovare equilibrio. Il sostegno non è mai mancato e sorprende la reazione dei figli che chiedono costatemene più presenza ma anche tifano silenziosamente per me con orgoglio. Quanto al fanalino di coda, l'essere ingegnere, è sullo sfondo perché la scelta di dedicarmi al ruolo di Sindaco ha penalizzato il mio percorso professionale, almeno momentaneamente. Non nascondo che spesso la mia formazione è una grande risorsa. Anni di studio impegnativi, l'aver avuto a che fare con ambienti di lavoro a volte duri, maschili e sfidanti mi hanno insegnato tanto. un'esperienza che in questi anni mi è spesso stata di grande aiuto.

La sua più grande battaglia è sui tavoli regionali per l'accordo di programma dell'ex Alfa Romeo. Obiettivo: trasporto pubblico, ricerca, lavoro. Ce la farà?
Si. Certe battaglie non hanno la via di mezzo. Gli obiettivi sono imprescindibili, per rimanere seduta a quel tavolo regionale le richieste devono trovare risposte concrete. O si lavora tenendo conto delle esigenze del territorio e delle criticità che le amministrazioni locali sollevano, o non c'è possibilità di fare passi in avanti. La qualità di vita che possiamo vantare e che rende Arese un luogo speciale deve essere difesa e bisogna lavorare affinché nell'area ex Alfa Romeo si generino opportunità anche cogliendo le sinergie possibili con lo sviluppo dell'area dell'Expo che ospiterà il parco della scienza del sapere e dell'innovazione e un polo ospedaliero importante. Resterà quindi una priorità nei prossimi cinque anni.

Nel suo bilancio di fine mandato cosa resta da fare? Qual è stato il punto di forza?
Resta da fare molto anche se moltissimo è stato fatto, sorprendente è la quantità di cose realizzate e la quantità di cose avviate e non concluse perché sono nel pieno dell'iter amministrativo. Presto sarà disponibile a tutta la cittadinanza una rendicontazione del lavoro svolto. Il punto di forza? Senza dubbio il nuovo centro civico, criticato da alcuni, oggi è un luogo che non è una sola biblioteca, ma un punto di riferimento per la comunità, che se ne è appropriata, che ne fruisce proprio come abbiamo desiderato facesse. La sfida di realizzare un luogo che possa permettere di far nascere legami sociali, iniziative e tanto altro è certamente vinta.

Potesse riavvolgere il nastro cosa cambierebbe di questi 5 anni?
E' una cosa su cui ho spesso riflettuto. L'attuazione del piano della viabilità cittadina, nonostante la forte opposizione che abbiamo incontrato è stata una grande lezione di vita. Quello che ho toccato con mano è quanto il cambiamento vada di pari passo con la paura e spesso causi resistenza senza che si abbia una vera consapevolezza di quale sia la trasformazione in atto. Sono convinta che non ci sarebbe un risultato diverso nelle nostre scelte e il risultato finale sarebbe esattamente quello che si vede oggi. Ma oggi quadruplicherei gli sforzi di contatto con le persone. Rispetto il passato abbiamo certo fatto passi importanti di confronto con la cittadinanza ma la mancanza di comprensione di quello che era il progetto ha causato molta preoccupazione che per fortuna, una volta realizzato l'intervento, è stata molto ridimensionata. Ora ho più consapevolezza e certamente in questi anni sono cresciuta molto. Sono arrivata a questo ruolo spinta da una grande voglia di mettermi a disposizione della mia città. La cosa bella è che oggi conservo lo stesso entusiasmo e la stessa spinta motivazionale dell'inizio ma ho acquisito tutti gli strumenti necessari per governare anche le situazioni più complesse con consapevolezza. Pronta per una nuova sfida, anzi prontissima, ora più di prima.

I caffè con i cittadini proseguiranno? Una cosa su tutte quelle che le hanno detto che più l'ha colpita?
Abbiamo ancora qualche appuntamento in programma. Gli incontri hanno rappresentato un contatto con la cittadinanza che è stato importante, costruttivo e che non voglio interrompere. Più che una cosa in particolare mi ha colpito come siamo le cose piccole, puntuali, quelle su cui le persone cercano risposte e avanzano richieste. Spesso ragionamenti più di visione sono sullo sfondo o non vengono neppure toccati, molta concretezza insomma.


La prima cosa che farà se sarà rieletta?
Focalizzare ancora di più le risposte a due tipologie di bisogno che sono spesso portate alla mia attenzione. A fronte del fatto che la nostra popolazione sta invecchiando, è necessario potenziare ulteriormente i servizi di assistenza e di cura per le persone anziane, così come favorire maggiormente occasioni di socialità e di inclusione. Poi lo sport e i luoghi dove praticarlo: le dotazioni sportive della nostra città devono essere adeguate ad una richiesta che cresce. Nonostante il periodo economicamente complesso, le famiglie non arretrano rispetto alla volontà di garantire attività sportive di qualità, soprattutto ai propri figli. C'è un grande valore nella pratica sportiva che tiene insieme salute, disciplina, rispetto. Risulta strategico investire in questa direzione.

Ha già in mente la squadra?
No, è prematuro, ora stiamo lavorando per dare continuità al nostro progetto per la città.