Il campus della robotica
Il campus della robotica

Rho (Milano), 18 luglio 2018 - La parola d’ordine è “touch”. Bastano tre-quattro secondi per accendere Thymio: quattro ruote, due piccoli fanali che sembrano occhi, luci rosse, blu e verdi. I bambini che riescono a farlo ne vanno orgogliosi e alzano la mano urlando «primo, primo!», proprio come si fa in classe. Tra il loro entusiasmo e le indicazioni degli educatori il vero protagonista resta comunque lui, un robottino che permette ai bambini di scoprire il mondo della robotica e del coding tra giochi e divertimento. È quello che succede al “Digituscamp” organizzato dalla cooperativa Stripes di Rho all’interno di Cascina Triulza, tra gli spazi di Fondazione Triulza e i primi cantieri di Human Technopole. Da giugno a settembre (agosto escluso) ci sono campus estivi settimanali e gite di un giorno organizzate per centri estivi comunali e oratori e che hanno già portato a Cascina Triulza oltre 500 bambini dalla scuola dell’infanzia alle medie, dai 3 ai 14 anni, tutti incuriositi dai marchingegni che divertono e insegnano.

Ieri mattina nei due laboratori c’erano i bambini di 7 e 8 anni che frequentano il centro estivo di Nerviano. «Thymio ci consente di insegnare in modo ludico la robotica e soprattutto che si possono fare tante cose non lontane dalla nostra quotidianità - spiega Serena Bignamini, coordinatrice del campus - non è necessario essere appassionati di tecnologia, questi robot sanno coinvolgere subito i bambini. Per esempio, la prima cosa che imparano è che il colore della luce che si accende è legato a uno stato d’animo. Thymio è predisposto per una gamma di comportamenti-base: paura, aggressività, felicità». Ideato da un team dell’università di Losanna, Thymio è arrivato nel nostro Paese grazie alla cooperativa Stripes, che coordina un progetto europeo di robotica educativa con progetti di sensibilizzazione al cyberbullismo in molte scuole.

Nel secondo laboratorio della mattinata il protagonista è stato Ozobot Bit, un robottino di soli 2,5 centimetri, in grado di muoversi e reagire su superfici fisiche e digitali seguendo percorsi colorati. È programmato in modo da riconoscere grazie a sensori ottici e luminosi codici di colore e reagisce in modo differente: girando su se stesso, lento, veloce o andando a zig zag. I bambini ieri mattina hanno colorato un percorso, una sorta di gioco dell’oca, su cui far muovere Ozobot. A un certo punto hanno inserito un personaggio di Indiana Jones (tema del loro centro estivo). Quando il robot ha iniziato a girare su se stesso i bambini hanno capito che era felice. «Avrà trovato il tesoro», commenta uno di loro sistemando l’immagine del baule pieno di oro appena colorata.