Pavia, 12 marzo 2019 - «Abbiamo individuato la perdita in una tubazione sotto al bancone». Michele Bebbu, ufficiale dei vigili del fuoco di Pavia, ieri mattina ha confermato la fuga di gas metano come causa dell’esplosione e dell’incendio del Gerry Wine Bar, in piazza del Municipio, domenica sera.

Dall’allarme scattato verso le 22.30, le operazioni di spegnimento sono proseguite fino alle 3 di notte. Le 6 famiglie evacuate dai palazzi, invasi dal fumo, sono rientrate già dalla notte nelle loro case: oltre al bar, completamente devastato, i danni si sono limitati a un appartamento di due anziani, che era già vuoto, e allo studio dell’avvocato Matteo Pezza, proprio sopra al bar. «L’incendio si è fermato agli infissi - spiega Pezza - e per fortuna le fiamme sono state domate prima che prendessero fuoco le tende: tutti i documenti, anche sulle scrivanie, si sono salvati». «Non è rimasto più niente - commenta invece Gabriele D’Asta, uno dei titolari del bar - non so proprio cosa dire. Aspettiamo la relazione dei vigili del fuoco, ma i nostri impianti erano tutti a norma, quello elettrico lo avevamo rifatto da poco». La perdita nella tubazione del gas trovata dai vigili del fuoco non conclude gli accertamenti, ancora in corso. Di certo il gas ha saturato l’ambiente, esplodendo poi per un innesco, che potrebbe essere stato provocato da un qualsiasi apparecchio elettrico presente nel locale, come un frigorifero, quando “riparte” per mantenere la temperatura.

Il fatto che sia successo quando il bar era chiuso, ovviamente con molti apparecchi elettrici in funzione, spiega perché nessuno si sia accorto della fuga di gas fino a quando gli ambienti non si sono saturati. E l’incendio “generalizzato” a tutto il locale, trovato dai vigili del fuoco, conferma che l’ambiente era saturo di gas, che ha preso fuoco e bruciato tutto. Oltre alle vetrate sulla piazza, anche la porta sul retro è stata divelta dalla stessa esplosione. «Non c’è nessuna evidenza di dolo - confermano dalla Questura - ma gli accertamenti sono ancora in corso».