Luigi Colli Franzone, 65 anni, lavora per un’azienda che costruisce impianti industriali
Luigi Colli Franzone, 65 anni, lavora per un’azienda che costruisce impianti industriali

Vigevano (Pavia) - Avrebbe dovuto essere con tutta probabilità il suo ultimo viaggio di rientro in Italia per lavoro prima di potersi godere la meritata pensione. Ma per farlo Luigi Colli Franzone, 65 anni, vigevanese, dipendente di una grande azienda che si occupa della costruzione di impianti industriali, dovrà aspettare. Il Covid-19 lo ha bloccato poco prima di prendere il volo da Nuova Delhi a Milano. In realtà è risultato positivo al tampone, ma al momento è completamente asintomatico. "E così dalla finestra dell’alloggio dove sto trascorrendo la quarantena – racconta – posso vedere la vita quotidiana in un Paese, l’India, dove il virus sta colpendo durissimo. E qui la povertà è quella vera, c’è chi non ha i soldi per mangiare, figurarsi per acquistare mascherine o comunque dispositivi per proteggersi". "Per altro – aggiunge – sino a poche settimane fa le misure non erano così restrittive, era consigliato utilizzare le mascherine ma non tanti si sono adattati". E così l’epidemia è dilagata. La storia del tecnico vigevanese ha i contorni dell’avventura: il suo volo di rientro in Italia era programmato per il Primo maggio ma il 30 aprile il Governo centrale indiano ha deciso di bloccare i voli interni.

Così lui, che si trovava a Chandigarh, il centro di poco più di un milione di abitanti che è collocato nel nord del Paese e che è la capitale degli stati del Punjab e dell’Haryana, un’ora scarsa d’area dalla capitale, ha vissuto una vera odissea, coprendo quella distanza in taxi: sette ore attraverso l’India vera, quella sconosciuta agli occidentali, quella dove non è raro che si muoia al margine della strada. Sette ore di strade secondarie, c’era uno sciopero che ha bloccato l’autostrada, per arrivare puntuale all’appuntamento con il suo volo di ritorno a casa. Mancava però il responso del tampone e quindi non ha potuto imbarcarsi. Ironia del destino il verdetto è arrivato qualche minuto dopo l’orario programmato per il decollo: positivo. E quindi niente ritorno. Così è rientrato a Cndigarh. "Devo sottolineare come l’azienda indiana per la quale ho lavorato in questo periodo – dice – si è prodigata per assistermi: mi è stato trovato un alloggio e non mi manca nulla. Se non la mia famiglia e la mia casa. Però sto bene ed è ugualmente importante". Servirà ancora un po’ di pazienza: trascorso il periodo di quarantena si dovrà sottoporre ad un nuovo tampone: se l’esito sarà negativo, come si augura, Luigi Colli Franzone potrà finalmente salire su un aereo lasciandosi alle spalle un’esperienza di vita che non dimenticherà mai.