Ponte della Becca
Ponte della Becca

Pavia, 21 ottobre 2019 - «La situazione è a dir poco incresciosa: è dal 16 settembre che i pilomat non funzionano». Fabrizio Cavaldonati, presidente del Comitato Ponte Becca, tiene il conto dei giorni che passano. E, soprattutto, dei camion che, ignorando il divieto di transito ai mezzi pesanti, vanno con il loro peso a gravare sulla pluricentenaria struttura che ha già rischiato il crollo e che è oggetto di continui lavori di messa in sicurezza. Interventi tampone che, come sempre precisato dalla Provincia (ente sul quale ricade la competenza del ponte della Becca, fino a quando non verrà formalizzato il passaggio all’Anas del tratto di ex-Statale 617 Bronese) rendono sicuro il ponte solo per il cosiddetto traffico leggero, con dunque il divieto di transito ai mezzi superiori ai 35 quintali. Per far rispettare il divieto, ma per consentire il transito, autorizzato, ai pur ingombranti pullman del trasporto pubblico locale e ai mezzi di soccorso, in particolar modo dei vigili del fuoco, la Provincia ha appunto installato i due pilomat, uno per ogni accesso al ponte, con varchi ristretti fra new-jersey per il passaggio delle auto e uno centrale più largo riservato ai mezzi autorizzati, che possono far abbassare il pilomat col telecomando.

Un sistema che s’è però rivelato poco efficace: camion che forzano il blocco rompono i pilomat, che poi la Provincia ci impiega settimane o anche mesi a ripristinare. Ma nel frattempo? «Nel frattempo i camionisti si fanno passare la voce che i pilomat sono abbassati - commenta Cavaldonati - e quando, come in questo caso, la situazione permane a lungo, il risultato è che sul ponte passa davvero di tutto. Quello che ci preoccupa è la tenuta della struttura: se per motivi di sicurezza è stato vietato il transito ai mezzi pesanti, che invece continuano a transitare, quali conseguenze per la stabilità del ponte?». «Ricordo che quando era stato riaperto il ponte della Becca dopo la posa in opera delle due stampelle al pilone malfermo, poi crollato - aggiunge un altro socio del Comitato - per impedire l’accesso ai mezzi pesanti, prima degli odierni pilomat, gli accessi al ponte erano presidiati 24 ore su 24 da una pattuglia a turno fra carabinieri, polizia stradale, polizie locali e altri enti. Presidi ordinati perché ritenuto necessario. E oggi non è più necessario?».