Codogno (Lodi), 20 febbraio 2021- Codogno, a un anno dallo scoppio della pandemia, è tornata sotto i riflettori nazionali per la prima “Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato, in memoria dei medici e degli odontoiatri scomparsi per COVID 19”. In diretta tra Roma, Codogno e Berlino,il 20 febbraio 2021 è stata celebrata l’inaugurazione di due targhe in memoria del personale sanitario in prima linea durante la pandemia. A Codogno il simbolo è stato offerto dalla Fnomceo e dal Comitato permanente dei medici europei e recita:“In ricordo di tutti gli operatori sanitari che hanno donato la propria vita per la lotta contro il COVID-19. A loro l'eterna gratitudine. Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri Comitato permanente dei medici europei. Codogno, 20 Febbraio 2021”.

La scritta è stata svelata dal sindaco Francesco Passerini, insieme, nella Capitale, alla presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati. A seguire la benedizione romana di monsignor Vincenzo Paglia, presidente dell’Accademia pontificia per la vita. Il Lodigiano, tra i 326 medici morti in Italia, che hanno tenuto fede al proprio giuramento, piange il medico 61enne Ivano Vezzulli di San Rocco, che si occupava anche degli ospiti della cooperativa Amicizia di Codogno, Giuseppe Borghi, 64 anni, di Casalpusterlengo, Marcello Natali di 57 anni di Caselle Landi e Andrea Carli di 69 anni, di Codogno. All’ospedale di Codogno, durante la cerimonia, erano presenti il presidente FROMCeO Lombardia Gianluigi Spata, l’assessore al Territorio e Protezione Civile della Regione Lombardia Pietro Foroni di Maleo, Guido Guidesi, assessore regionale di San Rocco allo Sviluppo Economico, il prefetto di Lodi Giuseppe Montella, Sara Casanova, sindaco di Lodi, Francesco Passerini, il presidente FROMCeO Lombardia Massimo Vajani, il presidente Omceo Lodi Marco Landi, il presidente CAO Lodi Giuseppe Monticelli, il direttore del distretto di Lodi ATS Milano, Salvatore Gioia, direttore generale ASST e Lodi Andrea Filippin, direttore del presidio ospedaliero di Codogno.

Foroni ha ribadito:”Parlo a nome del Governatore Attilio Fontana e ringrazio perché io e Guidesi siamo originari di questo territorio. Sono tanti i ricordi di chi ha vissuto quell’impatto iniziale del 20 febbraio, con la diagnosi del paziente 1 in questa struttura – e ancora – L’accaduto porta a evidenziare l’importanza dei presidi sanitari territoriali e il grande valore del personale. Fu grazie all’intuizione loro che si scoprì il primo caso italiano di Covid”. L’assessore ha aggiunto:”Si chiuse , nella primissima zona rossa, una popolazione di 55mila abitanti, che ringrazio per il senso di responsabilità, così come gli amministratori locali, sempre impegnati e collaborativi. Era stata l’unica zona rossa nata dall’accordo di Governo centrale e Regione. Una popolazione che si è trovata l’esercito ai propri confini in poche ore e che ha conosciuto per prima le limitazioni della libertà personale”. 

Lo speciale un anno di Covid