Un focolaio di una anomala polmonite in una città della Cina centrale molto popolata ma non così conosciuta. Una notizia piccola, che solo alcuni media all'inizio pubblicano ma che, in pochi giorni cresce di intensità. Nuovi contagi in tutta la Cina, le prime vittime, gli ospedali al collasso, le città chiuse, la parola "lockdown" usata per la prima volta, le persone che chiedono aiuto dai balconi. 

Sembrava un fenomeno isolato, lontano, drammatico ma lontano. E poi, un giorno di fine febbraio l'Italia, per prima, si accorge di avere lo stesso problema e scopre che il Coronavirus non è una normale influenza ma qualcosa di più grave e purtroppo in molti casi letale. La Lombardia, la regione inizialmente più colpita, ha gli ospedali pieni e da qui parte l'ivasione del virus in tutta la Penisola. L'Italia, in pochissimo tempo, si trasforma nel nuovo epicentro del virus che, proprio come fa un terremoto con il suo sciame sismico, si allarga e dalla Lombardia tocca tutte le altre regioni.
Lo stesso accade, intanto, in tutto il mondo, col virus che corre da uno stato all'altro bloccando la libera circolazione delle persone, le economie, la vita di tutti i giorni. Una cosa del genere non succedeva dalla seconda guerra mondiale. 

Tutto si ferma, tutto si spegne, tutto si blocca. Ci si chiude in casa. Lo chiamano "lockdown", all'inglese, che forse suona un po' meglio. Ci si ritrova a vivere un nuovo stile di vita, si lavora da casa, si studia davanti ad un computer, si fa la spesa su internet, si indossamo mascherine, guanti in lattice e ci si sanifica le mani, in continuazione, con saponi e gel.

Quello che vogliamo raccontarvi, con questo speciale, è la cronaca di un anno difficile vissuto tra mille paure e poche speranze; tra molte polemiche e qualche spiraglio di ritorno alla normalità. Un anno fatto di perdite affettive, di resurrezioni e di rinascite. Un anno impossibile da dimenticare che ha cambiato, per sempre, il mondo intrero ed ognuno di noi.

Attraverso le storie raccontate in questo speciale potrete rivivere questo anno terribile, per non dimenticare quello che è successo e provare a sperare, mentre la battaglia contro il virus non è ancora vinta nonostante i tanti progressi fatti sul fronte delle cure, che il mondo possa tornare alla normalità.
Che tutto diventi solo un ricordo. Che il Coronavirus sia soltanto un insieme di pagine da studiare nei libri di storia dove viene raccontata una pandemia che ha sconvolto le nostre vite e resterà per sempre nell'immaginario collettivo.