I contadini in camice bianco. Al Mapelli l’agricoltura del futuro

All’istituto diretto da Aldo Melzi arrivano un trattore tecnologico e un simulatore di guida per gli studenti. Tra le chicche il laboratorio con centrifughe, distillatori ed estrattori di oli essenziali dalle piante della serra.

I contadini in camice bianco. Al Mapelli l’agricoltura del futuro
I contadini in camice bianco. Al Mapelli l’agricoltura del futuro

Meccanica, robotica, sensoristica. La tecnologia entra in agricoltura e all’indirizzo agrario dell’istituto Mapelli di Monza (diretto dal preside Aldo Melzi) lo sanno e sfornano veri e propri contadini in camice bianco che lavorano in laboratorio.

Grazie ai fondi Pnrr uniti ad altre risorse regionali, la scuola ha acquistato un trattore computerizzato con antenna e geolocalizzazione, che potenzialmente avrebbe guida autonoma, l’ultima frontiera in agricoltura. Sul display viene tracciata la mappatura del terreno da arare o da seminare. All’apparecchiatura vengono aggiunti aratro e altri accessori, appena acquistati per un pacchetto da circa 80 mila euro. Viene mostrata ai ragazzi del triennio nell’orto e nel piccolo campo davanti alla scuola dal professor Marco Tiranno coordinatore dell’indirizzo di Agraria. Non essendo autorizzati alla guida, gli studenti si esercitano su un apposito simulatore, con tanto di seduta, computer, video display fronte/retro, in tutto simili ai videogame di automobilismo. Il professore, appassionato agronomo, è specializzato in viticultura, enologia e mercati vitivinicoli, con una laurea inter ateneo tra Agraria ed Economia. "Mi piace trasmettere ai ragazzi la passione per la lavorazione della terra in maniera tecnologica e ottimizzata – spiega il docente – in agricoltura si usa un pannello solare che alimenta una centralina con fotocamera che può controllare l’orto della scuola da remoto, pianificando le lavorazioni.

Con il simulatore, i ragazzi imparano attraverso strumenti computerizzati, vicini alla loro realtà e acquistano competenze, per la gestione delle apparecchiature più all’avanguardia". La scuola ha anche i droni collegati a sensori per rilevare la concentrazione degli elementi nutritivi nel terreno, la mappatura e lo stato di salute delle piante, per una lavorazione puntuale. Così il professore fa vedere come il trattore, opportunamente programmato, rilascia i nutrienti nel terreno solo dove sono necessari, evitando spreco e inquinamento. La scuola dispone anche di un laboratorio di agronomia, dotato di centrifughe, distillatori ed estrattori di oli essenziali dalle piante della serra, curata anch’essa dai ragazzi. Come in una vera azienda si estraggono oli essenziali, profumi e materia prima per deodoranti.

L’orto della scuola ospita quattro filari di vite a fine didattico, ribes, more, piante aromatiche. Si formano veri e propri esperti di controllo qualità, grazie allo spettrofotometro per il controllo qualità di olio, vino e formaggi. Vengono inserite le provette con estratto di prodotti e attraverso un meccanismo di rifrazione si verifica se l’olio d’oliva è diluito con olio di semi, se il vino è allungato con sostanze zuccherine e se il formaggio è fatto con latte fresco o in polvere.