Nel tondo Mahjubin Hakini, la pallavolista minorenne decapitata dai talebani
Nel tondo Mahjubin Hakini, la pallavolista minorenne decapitata dai talebani

Kabul - Mentre a Mosca Russia e Cina sono pronte a sdoganare i nuovi padroni dell'Afghanistan - pur nell'ottica di stabilizzare il Paese - in patria la scalata ai vertici dell'orrore fa un altro balzo. Una giocatrice della nazionale giovanile afghana di pallavolo, Mahjubin Hakimi, è stata decapitata dai talebani a Kabul. A denunciarlo al Persian Independent, secondo i media indiani, è una sua allenatrice, identificata per ragioni di sicurezza con lo pseudonimo Suraya Afzali. La ragazza sarebbe stata assassinata a inizio ottobre, ma la notizia non è stata diffusa dai familiari per timori di rappresaglie

Secondo l'allenatrice, le circostanze dell'uccisione della sportiva erano note solo ai familiari. Prima dell'arrivo al potere dei sedicenti studenti coranici, precisano i media, la pallavolista giocava per la squadra comunale della capitale afghana. Delle giocatrici della nazionale giovanile, ha aggiunto l'allenatrice, solo due sono riuscite a scappare all'estero, mentre tutte le altre «sono state costrette a fuggire e nascondersi» e i tentativi di trovare «aiuto da organizzazioni e Paesi internazionali non hanno avuto successo».

Nelle scorse settimane, una trentina di atlete della nazionale di volley dell'Afghanistan avevano già raccontato di temere violenze e rappresaglie da parte dei talebani per la loro attività sportiva, chiedendo alla comunità internazionale di aiutarle a lasciare il Paese. Alcune loro compagne che invece erano riuscite a fuggire avevano denunciato l'uccisione ad agosto di un'altra giocatrice della squadra a colpi di pistola.

Al momento del crollo del governo di Ghani, Hakimi militava per il Kabul Municipality Volleyball Club. Azfali ha spiegato che dal colpo di Stato dello scorso agosto i talebani "hanno cercato di identificare le atlete; in particolare quelle della nazionale di pallavolo, che in passato ha gareggiato in competizioni internazionali ed e' apparsa in tv". Hakimi era tra le molte atlete lasciate indietro. La scorsa settimana, la Fifa e il governo del Qatar hanno evacuato invece con successo dall'Afghanistan 100 calciatrici, comprese alcune nel giro della nazionale, e i loro familiari.

Intanto a Mosca oggi tutti i partecipanti al vertice con i talebani si sono espressi a favore dello sblocco dei beni dell'Afghanistan congelati nelle banche estere. Lo ha reso noto Amir Khan Muttaki, capo del ministero degli Esteri talebano, capo delegazione da Kabul al summit internazionale ospitato oggi dalla Russia. "Tutti i Paesi partecipanti si sono espressi a favore dello sblocco dei beni della Banca centrale dell'Afghanistan, che, di fatto, sono di proprieta' del popolo afghano", ha affermato Muttaki. Nessuna menzione all'efferato omicidio della giovane atleta.

 "Guardatela come se fosse vostra figlia: Mahjabin e' stata decapitata, perche' Hazara e perche' giocava a pallavolo senza hijab. Questo e' oggi l'Afghanistan. Abbiamo persone li' che sono cadaveri ambulanti. Fermiamo questo genocidio con i corridoi umanitari o ne saremo responsabili", scrive su Twitter il responsabile sport del Pd, Mauro Berruto, gia' commissario tecnico della nazionale maschile di pallavolo.

"La più ferma condanna per l'inaccettabile omicidio di Mahjubin Hakimi, la sventurata ragazza che ha pagato con la vita il rifiuto a piegarsi alle inumane imposizioni con cui i Talebani stanno mortificando l'Afghanistan. Ora più che mai è fondamentale tenere alta l'attenzione sulla condizione delle donne, studentesse, madri, spose che una cultura barbara e retrograda ha gettato nel dimenticatoio. Nessuna integrazione con chi decapita le donne, nessun dialogo come chiedeva Conte; si agisca subito a livello internazionale». Così i senatori della Lega in commissione Esteri, Tony Iwobi, capogruppo, Stefano Lucidi, segretario e Manuel Vescovi.