Mauro Icardi
Mauro Icardi

Appiano Gentile (Como), 22 maggio 2019 - E’ la settimana più lunga e più difficile per l’Inter. Clausura e silenzio nella quiete della Pinetina, dove si suda e si cerca la concentrazione migliore. Non ci sono giorni liberi nè interviste in programma. Tutto “congelato“ in vista di quella che improvvisamente è diventata la partita dell’anno. Anche il possibile annuncio dell’accordo con Antonio Conte, il primo (e forse unico) candidato alla successione di Luciano Spalletti. Ma di questo e altro ci sarà il tempo giusto per parlarne: domenica sera a San Siro arriva l’Empoli e nessuno può permettersi di fare calcoli, per essere certi della Champions serve solo la vittoria (proprio come un anno fa in casa Lazio), davanti ai circa settantamila fedelissimi già muniti di biglietto e pronti a spingere la squadra. Come sempre.

Serviranno nervi saldi e sangue freddo, oltre ai piedi buoni. Sperando che lo spogliatoio abbia dimenticato la figuraccia di Napoli, che ha rimesso tutto in discussione. Ma serviranno soprattutto i gol degli attaccanti (appena due su azione nell’anno 2019, entrambi di Lautaro Martinez), in particolar modo di Mauro Icardi. Negli ultimi mesi è andato a segno solo dal dischetto, a conferma di una stagione cominciata sotto i migliori auspici (ottimo esordio in Champions) e fermatasi praticamente a febbraio, dopo la decisione del club di togliergli la fascia di capitano. Due mesi ai box, il ritorno fra mille difficoltà, la contestazione della curva. Ed ora anche la bocciatura di Scaloni che lo ha escluso dalla lista dei convocati per la Coppa America. Un flop sotto tutti i punti di vista che ha finito per deprimere il soldato Maurito, mai decisivo come in passato, deprezzato, e ora pure lontanissimo dall’Inter che verrà.

Vero, domenica contro l’Empoli l’argentino ha almeno la possibilità di farsi perdonare (in parte) la stagione più che deludente e soprattutto ha la possibilità di salutare i tanti tifosi, le migliaia che ancora lo incitano dagli altri settori dello stadio, con l’unico linguaggio che in tanti anni è riuscito a farsi capire, ovvero con i gol. Comunque timbrare il pass per la Champions sarebbe una piccola soddisfazione e un bel modo per dirsi addio. Già perché, nonostante le dichiarazioni d’affetto e il giuramento di fedeltà alla maglia, Icardi in estate potrebbe comunque cambiare squadra. Di certo le sue ultime esternazioni, anche social, avevano una sola finalità: far capire ai tifosi che un’eventuale cessione non dipende dalla sua volontà ma da quella della società. E siccome di rinnovo non si parla più da mesi (nè Marotta pare abbia in agenda un incontro con lamoglie-manager del calciatore, Wanda Nara), è facile pensare che in qualche modo l’Inter cercherà di convincere il giocatore ad accettare una nuova destinazione. La Juventus sembra quella più probabile, anche perché Fabio Paratici stesso più volte in passato ha contattato lady Icardi (arrivando a proporre più di un anno fa lo scambio Higuain e 50 milioni per Maurito). Il ds bianconero è pronto a mettere sul piatto un quinquennale da 8 milioni di euro netti a stagione più bonus. Il problema è che manca ancora l’accordo fra l’Inter (che chiede 80 milioni) e la Juventus (che ne offre al massimo 60). Ecco dunque che nella trattativa la Juventus potrebbe provare a reinserire Higuain o magari Douglas Costa e Cuadrado. I nerazzurri preferirebbero Dybala o Bernardeschi ma punta ad incassare il “cash“. Per poi andare all’assalto di uno fra Lukaku e Dzeko. Guarda caso, due pupilli di Conte.