Milano, 23 agosto 2018 - È riamsto in sospeso, ma non è stato dimenticato. Quel rinnovo di Mauro Icardi con l’Inter fino al 2023 per una cifra attorno ai 7 milioni di euro, di cui tanto si è scritto e parlato prima che le ragioni del rafforzamento della rosa diventassero priorità estiva, sembra ormai vicino al momento clou dell’avvenuto accordo. «Vogliamo dare un riconoscimento al giocatore», ha ribadito più volte Piero Ausilio, che in questi giorni si sta occupando ancora del mercato (quello in uscita) ma a partire dal 1° settembre comincerà a mettere nero su bianco i prolungamenti con le stelle in rosa a cui si intende allungare l’avventura nerazzurra. Suning ha un preciso indirizzo in merito: le stelle della squadra si tengono, salvo irrinunciabili offerte che per “Maurito” non sono arrivate né in quei famosi quindici giorni di inizio luglio in cui era disponibile la clausola rescissoria per l’estero da 110 milioni, né successivamente. Lo stesso è avvenuto per altri pilastri come Skriniar, Perisic, giocatori con cui l’Inter vuole sancire il ritorno alla nobiltà calcistica italiana e internazionale.

Icardi ci ha messo del suo, per restare all’Inter. Ha sempre fatto intendere di voler far parte della squadra chiamata al ritorno in Champions dopo sei anni (per lui sarà l’esordio assoluto), si è messo a disposizione per salutare i nuovi acquisti nel giorno di inizio ritiro, ha preso sotto la propria ala il connazionale Lautaro Martinez guidandolo nelle sue prime settimane italiane. Una volta avviata la Serie A, non gli è andata benissimo: il Sassuolo si è rivelato “bestia nera” per l’Inter e per lui, che al Mapei visse anni fa lo scontro con i tifosi in trasferta per una parola di troppo detta da un sostenitore nerazzurro e al cospetto dei neroverdi non segna dal 2015. Col Torino, avversario di domenica sera, nelle recenti stagioni non sempre è andata meglio: una sola vittoria di squadra nei più recenti cinque confronti diretti, grazie a una sua prodezza al Meazza con il 90’ in corso. Spalletti ha bisogno che il suo cannoniere principe si desti, al pari dei compagni, dal torpore mostrato in Emilia, ma non sarà il prossimo impegno a decidere di un futuro su cui si lavora da mesi.

L'aregntino che con l’avvicendamento Sampaoli e Scaloni nel ruolo di ct tornerà in Nazionale nella prossima sosta, non è il solo che va verso il rinnovo. Settimana prossima dovrebbe firmare un nuovo contratto, prolungando di un anno quello in essere e fissando la scadenza a giugno 2020, anche Joao Miranda. In estate ha ricevuto offerte dal Porto e dal San Paolo, ma complice un viaggio in giugno a Londra di Ausilio nella sede del ritiro brasiliano pre-Mondiale il difensore spegnerà le 34 candeline del prossimo 7 settembre regalandosi un nuovo accordo con il club nerazzurro.