Milano, 2 novembre 2015 - Da oggi, ha assicurato, torna in ufficio: sulla sua scrivania il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, non ha solo la tabella di marcia del cantiere che smonterà i padiglioni di Rho, ma anche il pesante faldone di costi e ricavi dell’evento, con cui costruire il bilancio finale. Il dato di partenza sono i 21,5 milioni di biglietti che l’organizzazione ha venduto. Meno della stima iniziale, 24 milioni, più di quella su cui i contabili di via Rovello si erano regolati da giugno, 20 milioni. A bilancio la voce dei ticket è strategica: secondo le previsioni, infatti, gestire la manifestazione dovrebbe costare 800 milioni e il 50% circa delle coperture dovrebbe arrivare dai biglietti. Anche l’incasso medio è stato rivisto nel tempo: all’inizio si attestava a 22 euro, in seguito è diminuito a 19 euro, anche sulla scorta del successo dell’ingresso serale a 5 euro. Già così, tuttavia, basterebbe a centrare l’obiettivo, perché con 21,5 milioni di titoli emessi i ricavi supererebbero i 408 milioni di euro. 

I dati però sono ancora incerti. Expo spa deve passare in rassegna i resoconti delle ultime vendite dei partner, che da settembre si sono lanciati in una guerra di sconti per esaurire gli stock di biglietti. Il tour operator Alessandro Rosso, in portafoglio un carnet da tre milioni di ingressi, negli ultimi sette giorni ha offerto a dieci euro altrettanti ticket serali. Alitalia li ha regalati ai passeggeri diretti a Milano. Telecom ha registrato il sold out con la promozione «due ingressi a 26 euro», mentre Coop ha raggiunto quota 1,5 milioni di biglietti assegnati.

In parallelo, i contabili di Expo dovranno tirare le somme dei ricavi da partnership e royalties. I ristoranti delle aree di servizio, ad esempio, hanno incassato 20 milioni di euro circa. «Abbiamo servito circa il 20% dei visitatori di Expo, è il risultato che ci aspettavamo», spiega Giuliano Gallini, direttore commerciale della cooperativa che ha ottenuto la commessa, Cir Food. Il contratto siglato con la spa di via Rovello prevede che il colosso emiliano della ristorazione le riconosca il 14% degli incassi, circa 2,8 milioni di euro. Cir Food, tuttavia, rappresenta solo una ventina di locali, ci sono poi i ristoranti di Eataly, il fast-food di McDonald’s e le percentuali sulle cucine dei padiglioni e delle insegne dello street-food. Erano caute, invece, le previsioni sugli incassi dai souvenir. L’esclusiva dei gadget a marchio Expo sul sito è in mano al gruppo Coin. Tuttavia, secondo le previsioni del commissario Sala, dallo shopping dei turisti non dovrebbero arrivare più di 4-5 milioni di euro.

di LUCA ZORLONI

luca.zorloni@ilgiorno.net

Twitter: @Luke_like