Maila Conti e Leonardo Politi
Maila Conti e Leonardo Politi

Milano, 14 agosto 2019 - In tanti conoscevano la natura tumultuosa di quella loro relazione fatta di furibondi litigi e di repentine riconciliazioni. E c’era chi temeva che prima o poi qualcosa di brutto sarebbe potuto accadere.

Nella notte tra lunedì e martedì a Lido Adriano, sul litorale ravennate, è bastato un solo fendente all’addome vibrato con un coltello da cucina per uccidere Leonardo Politi, 61 anni, originario di Rivergaro, piccolo comune in provincia di Piacenza. La compagna è stata arrestata poco dopo dai carabinieri con l’accusa di omicidio aggravato. Si tratta di Maila Conti, nata 51 anni fa a Milano, città nella quale era stata vigile urbano, ma residente assieme al 61enne a Travo, altro comune del Piacentino. I due, reduci da pregresse relazioni nel corso delle quali avevano avuto in totale cinque figli – tre lui e due lei –, già da qualche anno condividevano un travagliato rapporto. Sulla 51enne è peraltro pendente un procedimento per stalking nei confronti della ex compagna del 61enne. Da inizio luglio scorso, lei e il 61enne gestivano un chiosco di piadine in viale Caravaggio, là dove si è verificato il litigio culminato nella coltellata fatale.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due quella stessa notte erano stati a cena assieme. «Non erano tranquilli – spiega il titolare del ristorante, Roberto Franzoso – lei si è alzata due o tre volte facendo come per andarsene e rivolgendo improperi contro di lui. Qualcuno mi ha detto che lui le aveva rovesciato addosso un bicchiere di vino, ma io non ho visto la scena. L’ho trovata al bancone in lacrime, e mi ha detto che era stanca». Secondo gli inquirenti, tutto era partito dal fatto che donna contestasse al compagno di intrattenere altre relazioni. A un certo punto i due si sono separati per ritrovarsi attorno all’una al chiosco dove hanno ripreso a litigare finché lei ha vibrato quell’unico fendente. L’uomo è subito uscito gridando aiuto. Poi ha percorso qualche metro prima di accasciarsi di fianco alla sua auto.