Polizia

Milano, 30 settembre 2018 - C’è un sospettato in Questura, un uomo interrogato fino a tarda notte perché ritenuto il possibile autore della violenza sessuale consumata ai danni di una 70enne alla Bovisasca. L’uomo messo sotto torchio corrisponderebbe alla descrizione fatta dalla vittima, che, dopo lo stupro, pur in stato emotivo confuso, ha raccontato di un tipo alto, sui 30/35 anni, carnagione chiara, con i capelli scuri, che parlava un italiano corretto.

Non ci sono ancora conferme date dal confronto con il Dna – per quello ci vorrà tempo – ma le impronte e le tracce lasciate dal balordo sono tante, anche sul vestito della vittima, sulla porta di ingresso e su altri oggetti della casa. La violenza  è stata l’ultimo sfregio: l’uomo era entrato in casa con lo scopo di rapinarla, le ha portato via il portafogli e il cellulare (proprio alcune disattenzioni sull’uso di quest’ultimo potrebbero essergli state fatali). L’episodio avviene circa una settimana fa, alle 11.30 di mattina. La signora è uscita sola per fare la spesa, l’uomo la nota e la segue fino a casa, in un dedalo di vie nel pieno della Bovisasca. La donna sale in casa, ma non si accorge di chi la sta seguendo, così lui riesca a entrare nell’appartamento con lei aggredendola alle spalle; una volta in casa, prende la borsa e riesce a portare via altri soldi, poi la spinge a terra e ne abusa. Scappa tirandosi dietro la porta, la signora resta a terra: è confusa, solo in un secondo momento, quando rincasa il marito, parte l’allarme.

L’uomo la trova ancora a terra, insieme avvertono i soccorsi e lei racconta di quell’uomo giovane che riesce a descrivere con cura. Scattano subito le ricerche, nell’arco di qualche chilometro ci sono capannoni abbandonati e bivacchi di disperati che rubano e stuprano anche solo per portare via poco denaro e un cellulare. Gli uomini della Squadra mobile setaccia proprio quelle zone, dove pare si nascondano «vecchie conoscenze» degli investigatori. Se i sospetti venissero confermati, scatterà il fermo già in queste ore. La signora ora sta meglio, ha reagito molto bene e aiutato la polizia nelle indagini; dalle pagine del Giorno ha trovato anche la forza di lanciare un appello rivolto a tutte le donne, perché non abbassino mai la guardia e controllino sempre la strada che percorrono.