I cittadini delusi chiedono interventi rapidi
I cittadini delusi chiedono interventi rapidi

Milano, 4 giugno 2019 - Due ragazze arrivano al cancello e restano allibite. «La piscina è chiusa?», chiedono ai passanti. La risposta dei bene informati è «sì. Lo sarà per tutta l’estate. E non si sa neppure quando potrà riaprire». La piscina è quella di via Valfurva, quartiere Niguarda, intitolata a Franco Scarioni che fu un calciatore, giornalista e aviatore, organizzatore delle «popolari di nuoto», manifestazioni sportive aperte a tutti. Il complesso fa parte dei centri balneari della città, che d’estate si animano con la loro atmosfera da spiaggia all’ombra della Madonnina. Per il quartiere Niguarda non è stato piacevole apprendere, nelle scorse settimane, che «per problemi strutturali – così si legge nella nota di MilanoSport, che gestisce l’impianto – resterà chiusa. Il centro necessita di importanti lavori di riqualificazione e ammodernamento ed è in fase di progettazione un piano di interventi che interesseranno tutta la struttura, in modo da restituire il centro ai milanesi in perfette condizioni».

I cittadini chiedono a gran voce che questi interventi siano «rapidi» per poter tornare a nuotare vicino casa. Al loro fianco il Municipio 9, che ha approvato all’unanimità una mozione urgente presentata da Stefano Indovino (Pd). All’assessore allo Sport Roberta Guaineri si chiede «di attivarsi assieme a MilanoSport e MM per inserire «la riqualificazione complessiva del centro balneare Scarioni tra le priorità per il Comune, così da riaprirlo il prima possibile». Ancora, che «si avvii un percorso partecipato con la cittadinanza per immaginare l’inserimento di funzioni che rendano l’impianto disponibile nei mesi invernali». Indovino sottolinea: «Auspico che il Comune lavori per realizzare una copertura anche solo parziale del complesso«. Lavori che potrebbero aggirarsi attorno ai 5 milioni di euro. Per questa piscina, come si sottolinea nella stessa mozione, erano già stati spesi 12 milioni per la manutenzione straordinaria prima del 2003, anno della riapertura al quartiere, quando «ha da subito evidenziato seri problemi strutturali» con la rottura dei depuratori e delle scalette d’ingresso. Poi i problemi si sono estesi alla vasca profonda 5 metri, che è stata chiusa al pubblico, alla vasca lunga 50 metri che ha avuto bisogno di un continuo ricircolo d’acqua a causa delle perdite dalle giunture, e alla struttura delle tribune. «La piscina risorgerà?», la domanda del quartiere.