Milano, 28 febbraio 2018 - Il pellegrinaggio è finito otto anni fa. Niente più riunioni divise tra i vari gruppi e niente più richieste ai gestori e proprietari dei vari bar per riunire il direttivo: oggi la Curva Sud Milano ha un solo nome, un responsabile (Luca Lucci) e una sola sede, a Sesto San Giovanni. «Al Clan» di via Sacco e Vanzetti, ogni giovedì, i giovani capi del mondo ultrà rossonero si ritrovano per organizzare presente e futuro del tifo organizzato al fianco del Diavolo.

Resta qualche figura «storica», come il «Barone» Giancarlo Capelli, ma l’età media si è via via abbassata e soprattutto si è andati decisi in una direzione comune. Ci si riunisce insieme, diversamente da quanto accaduto fino agli albori del decennio in corso con «Fossa dei Leoni», «Commandos Tigre» e «Brigate Rossonere». Nei giorni restanti, il locale fa da vero e proprio pub, con musica dal vivo. Tutto sotto la gestione della Curva rossonera.

Non esiste, al contrario, un vero e proprio ritrovo pre-partita nel giorno del derby, se non quello all’aperto di Piazzale Axum, sotto la Sud. Fino al 2006 ci si riuniva, interisti e milanisti, al «Baretto» davanti alla Nord. Successivamente si è deciso di vivere ognun per sé l’ansia da stracittadina. Diversi punti dall’anima rossonera si sono persi nel tempo. Fino a qualche anno fa, nei locali del ristorante «Giannino» in via Vittor Pisani facevano capolino a cadenza regolare Adriano Galliani e Silvio Berlusconi, le cui foto insieme ai campioni degli ultimi trent’anni erano appese in un’apposita stanza apparecchiata per le visite della dirigenza. In Piazzale Lotto, negli stessi anni, partiva dallo storico «Bariano» il pullman del Milan che trasportava i Baresi, Costacurta, Maldini, Van Basten destinati a vincere nel teatro di San Siro a poche centinaia di metri.

Tra loro c’era anche Pietro Paolo Virdis, capocannoniere in A nel 1987, campione d’Italia e d’Europa nei due anni successivi. Oggi il vecchio bomber si è trasformato in imprenditore del vino, aprendo «Il Gusto di Virdis». Degli anni da calciatore ha conservato la passione per l’enogastronomia e il caratteristico baffo. Per chi è legato al Milan di oggi, i più attenti in zona Fabio Filzi avranno notato un certo via vai attorno al ristorante «Limone». Dirigenti, calciatori e tecnici di oggi ne hanno fatto un piccolo punto di ritrovo. Speranzosi di poter raccontare, un giorno, del luogo in cui sono nati i nuovi successi.