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31 mar 2022

"La cava? No a una città groviera"

Audizione in Regione contro l’ampliamento, la palla passa al Pirellone. I contrari chiedono di essere ascoltati

barbara calderola
Cronaca
Il capogruppo Francesco De Marchis
Il capogruppo Francesco De Marchis
Il capogruppo Francesco De Marchis

di Barbara Calderola

"No alla cava a Vaprio, non vogliamo una città groviera", audizione in Regione contro l’ampliamento da 1 milione e mezzo di metri cubi messo nero su bianco da Città Metropolitana. Dopo il via libera dell’ex provincia tocca al Pirellone approvare il piano e i contrari hanno chiesto di essere ascoltati, nel gruppetto il sindaco Luigi Fumagalli che da sempre giudica la riattivazione dell’ex "cratere" Brebemi "un’operazione inutile". E anzi dannosa per un territorio che investe sulla bellezza e sul turismo. Gli amanti della valle di Leonardo rischiano di dover fare lo slalom tra ruspe e capannoni. "L’area di estrazione è contigua alla nuova piattaforma Lidl", ricorda Francesco De Marchis, capogruppo di Vaprio in Movimento, all’opposizione, che non vuole la ripresa dell’attività lungo la Sp 525. "Uno sfregio al territorio grande tre volte il Duomo di Milano". Ma sono stati gli stessi consiglieri regionali della Commissione Ambiente Riccardo Pase (Lega) e Carlo Borghetti (Pd) a incalzare l’amministrazione sulla via per mettere al riparo l’area da questo rischio: "Basterebbe l’adesione al parco Martesana".

Stessa obiezione sollevata dalla minoranza e non da adesso, ma da tempo: "I documenti sono tutti pronti, la precedente giunta aveva già predisposto la delibera, ma come su altre cose il cambio di casacca ha congelato tutto". Fumagalli ha spiegato che "il progetto del polmone verde è solo una questione politica sulla quale non siamo d’accordo".

"E allora - replica De Marchis - teniamoci decine di camion che trasportano ghiaia ogni giorno senza sosta. Lo strumento per tutelarci c’è, basterebbe utilizzarlo". La vecchia cava, aperta agli inizia degli anni Duemila, servita alla velocissima Brescia-Bergamo-Milano non è mai stata coperta "e ora raddoppia. Senza contare che accanto ai suoi 200mila metri quadrati arriveranno i 125mila della catena tedesca dei discount alimentari - ancora il capogruppo -. Decisamente troppo".

Un terzo dei sette chilometri quadrati di Vaprio è costruito, "un eccesso per un borgo che ambisce a diventare un gioiello di sostenibilità puntando su un’economia di risparmio - rincara la minoranza -. Una riflessione da allargare al resto del territorio, perché oggi non ha senso ragionare in termini di orticello.

Nel raggio di pochi chilometri ci sono l’inceneritore di Trezzo e la centrale di teleriscaldamento a Cassano. Una cava è l’ultima cosa che ci serve".

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