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23 gen 2022

Green pass, blitz dei Nas contro i falsi positivi

Controlli in farmacie e punti tampone. "I No vax approfittano delle carenze nelle verifiche sull’identità per ottenere la certificazione"

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Carabinieri in azione

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Milano, 24 gennaio 2021 - ​Il passaparola avveniva attraverso le chat Telegram utilizzate dai no vax, veicolo di consigli e trucchi per ottenere illecitamente il Green pass. Escamotage che sfruttano la carenza di controlli, dettati da fretta o superficialità di fronte alla mole di lavoro quotidiano, nelle farmacie e nelle altre strutture dove vengono effettuati i tamponi. Ora i carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità hanno dichiarato guerra ai "furbetti" della certificazione verde, avviando una serie di ispezioni partite da Milano ed estese in tutto il Nord Italia. "È ancora presto per tracciare un bilancio dei risultati – spiega Salvatore Pignatelli, comandante del Gruppo tutela della salute dei carabinieri di Milano – l’obiettivo è anche quello di sollecitare gli operatori al rispetto delle regole. Nelle farmacie e nelle strutture dove vengono effettuati i test gli operatori sono infatti tenuti a controllare l’identità delle persone che si sottopongono al test, essendo un trattamento sanitario che si conclude con un referto". Sotto la lente dei carabinieri eventuali irregolarità legate ai documenti di identità e codici fiscali di chi si presenta per fare i tamponi. Il servizio è stato deciso dopo l’aumento di casi di positivi che si sono presentati con il codice fiscale di amici e conoscenti no vax in modo da fare risultare anche loro positivi e successivamente guariti, ottenendo quindi il Green pass.
Anche in questo caso, così come accade da mesi in tema di manifestazioni ed iniziative di piazza, i no vax hanno utilizzato le chat e in particolare Telegram per il "passaparola" nella pratica illecita. In totale il Nucleo ha messo in campo per l’attività di verifica 11 squadre. Obiettivo è accertare che l’identità delle persone che effettuano il tampone venga verificata con tessera sanitaria ma anche con documento di identità. "Abbiamo constatato – spiega il comandante Pignatelli – che a volte per questioni di rapidità non veniva riscontrata l’identità della persona, e questo si prestava ad abusi: c’era chi si presentava con la tessera sanitaria di altri". Un modus operandi che può portare ad una serie di azioni illecite compresa quella di sottoporre al test, sia molecolare che antigenico, persone positive con più tessere sanitarie in diverse farmacie in modo da far emettere Green pass a nome di soggetti non immunizzati. In sostanza una vera e propria truffa. Ad oggi, spiegano sempre dal Nas, "i punti tampone bloccati sono pochi, e non per ragioni dovute alla truffa dei falsi positivi", in totale dovrebbero essere circa una cinquantina.
Sul rischio della diffusione di questa pratica nella galassia dei no vax è intervenuto nei giorni scorsi il governatore della Liguria, Giovanni Toti. "Se queste persone usassero la testa non per questi imbrogli - ha affermato - ma per proteggersi dal Covid, forse la fine di questa pandemia sarebbe più vicina e tanti vaccinati positivi ma asintomatici non dovrebbero rimanere in casa per proteggere loro. Mi sono già confrontato con Federfarma sull’argomento e mi hanno assicurato che verranno controllati ancora con più attenzione i documenti".
 

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