Milano, 1 febbraio 2018 - Governo e Comune ci credono, i loro due ricorsi che chiedono l’annullamento dell’assegnazione della sede Agenzia europea del farmaco (Ema) ad Amsterdam sono già arrivati alla Corte di giustizia europea, ma i vertici della Commissione europea gelano le speranze italiane. Il commissario europeo alla Salute, il lituano Vytenis Andriukaitis, arriva a definire «un dibattito da campagna elettorale» l’azione giuridica di Palazzo Chigi e Palazzo Marino.

Il Governo italiano, naturalmente, non la pensa allo stesso modo e punta a ribaltare la decisione presa lo scorso 20 novembre dai 27 Stati dell’Unione europea, una decisione che ha visto prevalere Amsterdam e non Milano solo per un sorteggio finale, visto che le due città erano in assoluta parità dopo l’ultimo voto a disposizione dei 27 Stati. Più di due mesi dopo, la partita sembra riaprirsi. Da Roma il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è convinto che il verdetto del 20 novembre possa essere ribaltato: «Dobbiamo provarci, sapendo che l’Ema è importantissima. La partita non è chiusa. Ma non dobbiamo farci illusioni». Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan è sulla stessa linea del premier: «Milano è assolutamente pronta e ha il livello più elevato possibile di offerta di servizi e accoglienza per un’istituzione internazionale». Padoan si riferisce al fatto che la sede offerta dall’Italia e da Milano all’Ema, il Pirellone, ha tutti i requisiti per ospitare i dipendenti dell’Agenzia europea del farmaco, mentre quella proposta temporaneamente da Amsterdam, in attesa del completamento della sede definitiva, ha una superficie pari alla metà dell’attuale sede dell’Ema a Londra», come ha fatto notare lunedì il direttore esecutivo dell’Ema, l’italiano Guido Rasi. Nel ricorso del Governo, non a caso, si fa notare «la non corrispondenza alla realtà dei fatti di quanto rappresentato nell’offerta di Amsterdam».

La replica del ministro olandese della Salute Bruno Bruins non si fa attendere: L’Olanda è stata scelta come nuova sede dell’Ema in modo giusto e onesto, basato su una procedura concordata da tutti gli Stati membri. Qualsiasi passo facciamo nel progetto di ricollocazione è in stretto contatto con l’Agenzia. Un edificio temporaneo è sempre stato parte della nostra offerta». Non è finita. «Accolgo con favore chiunque voglia venire ad Amsterdam per vedere tutto ciò che stiamo facendo per assicurare un’ordinata transizione dell’Ema». I toni dei politici italiani, intanto, variano. Il presidente uscente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, ieri a Bruxelles per una riunione del Comitato europeo delle Regioni, dice esplicitamente che «la vittoria di Amsterdam è stata viziata da un imbroglio», mentre l’ex sindaco e avvocato Giuliano Pisapia giudica «giusto il ricorso», ma non sembra fiducioso sull’esito dello stesso davanti alla Corte di giustizia europea: «Sulla base dei precedenti temo che difficilmente sarà accettato».