Il presidente Moreno Assanelli e il general manager Nicola Mattera col ragazzo picchiato
Il presidente Moreno Assanelli e il general manager Nicola Mattera col ragazzo picchiato

Melzo (Milano), 9 novembre 2019 - In campo oggi fuori casa, a Carugate. E sabato 16, giornata di partita sul campo melzese di via Buozzi, una grande iniziativa contro razzismo e violenza: «Stiamo decidendo cosa e come: speriamo in una grande partecipazione». Il campionato continua con vigore rinnovato per il Melzo 1908, da una settimana alla ribalta delle cronache nazionali per gli insulti razzisti e il pugno toccati l’altro venerdì a un suo giocatore diciassettenne di origine senegalese, malmenato dal padre di un avversario. Lui, costretto a indossare un collare per i pugni presi, sarà in campo ma non a Carugate. Darà il calcio d’inizio alla partita Aurora Desio-Sovicese, campionato juniores, ospite della società brianzola che ha organizzato una giornata speciale contro il razzismo, dopo che un suo giocatore dei Pulcini, alla pari del 17enne melzese, è stato bersagliato da insulti xenofobi.

Nel frattempo l’indagine sull’episodio, verificatosi sul campo milanese della società Cea di viale Ungheria, al termine di una partita del campionato Csi Top juniores, prosegue nelle sedi competenti. Alcuni testimoni della sequenza sono stati sentiti alla stazione dei carabinieri. Dove, subito dopo il fatto e la medicazione in Pronto soccorso, la famiglia del giovane aveva presentato denuncia per lesioni. Il fatto ha suscitato un clamore mediatico enorme. E non si sono sottratti a telecamere o interviste i dirigenti della squadra melzese e il padre del giovane picchiato, Moustapha. «Vorrei avere giustizia. Per mio figlio, e per tutti gli altri ragazzi come lui cui potrebbe capitare la stessa cosa».

Nessuna notizia di provvedimenti a carico dell’uomo, padre di un giocatore della squadra avversaria, che sferrò il pugno: sarebbe stato identificato nelle ore successive all’episodio. Fra i testimoni diretti di quanto accadde l’allenatore del Melzo Carlo Scozzafava. E il vicepresidente della società Angelo De Lorenzo. «Quel pugno - dice - è stato solo l’epilogo di una partita vergognosa, dall’inizio alla fine. Con alcuni nostri ragazzi, e quel ragazzo nello specifico, insultati ripetutamente, placcati scorrettamente, presi costantemente di mira. Sono andato dall’arbitro almeno quattro, cinque volte. Senza risultato. Forse un paio di espulsioni avrebbero dato una dimostrazione di polso». Alla società la solidarietà del sindaco Antonio Fusè e dell’amministrazione comunale. Al caso Melzo, e al successivo episodio verificatosi a Desio, ha dedicato un intervento anche il ministro Vincenzo Spadafora: «Sui campi si uniscono e si sfidano squadre fatte da ragazze e ragazzi con storie, origini, culture diverse, che in quella occasione si riconoscono come uguali, come parte di una stessa squ adra. Dobbiamo tutelare questo aspetto sopra ogni cosa».