Mantova, 10 maggio 2018 -  E' arrivata oggi in Italia, all'aeroporto di Malpensa, l'urna con le ceneri di Simone La Terra, l'alpinista mantovano morto mentre scalava il Dhaulagiri, catena dell'Himalaya, in Nepal. Ad accoglierne i resti portati dall'amico Fausto De Stefani, il padre Lorenzo, la madre Maria e la moglie Paola. Le ceneri sono state trasportate a Desenzano del Garda dove da domani saranno esposte nella locale sala del commiato. Sabato mattina verranno poi trasferite a Pozzolengo (Brescia), dove La Terra, originario di Castiglione delle Stiviere (Mantova) abitava, per l'ultimo saluto in pubblico, probabilmente nella sala civica del paese. 

"Grazie di cuore chi ha fatto in modo di restituirci Simone. Sappiamo che è stato un recupero difficile, pericoloso, ma così almeno potremo riaverlo qui" aveva detto  la moglie dell’alpinista inghiottito a 7mila metri di quota dalle nevi dell’Himalaya, nelle ore successive al drammatico incidente. Simone aveva sviluppato una grande passione per l’alta montagna ed era divenuto un alpinista di razza. Dopo una prima esperienza nel 2005, l’anno successivo aveva scalato il Shisha Pangma, nel 2007 il Broad Peack e negli anni successivi altre vette in giro per il mondo. Dopo una lunga pausa, durata 5 anni, era tornato in Nepal per affrontare la settima montagna più alta del pianeta. "Nelle scalate ho trovato me stesso" aveva scritto nel suo sito. E la moglie tra le lacrime aveva spiegato: "Non odio la montagna, Simone l’aveva scelta, era la sua vita".