Omicidio in Moldavia. Chiesto l’abbreviato

Cerano Intelvi, Svetlana Botas è imputata per la morte di Franco Bernardo "L’ho preso troppo bruscamente, per farlo riprendere da un malore".

Omicidio in Moldavia. Chiesto l’abbreviato
Omicidio in Moldavia. Chiesto l’abbreviato

Svetlana Botas, moldava di 56 anni, unica imputata per la morte di Franco Bernardo, il comasco di 62 anni ucciso a Soroca nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno, sembrerebbe intenzionata a chiede un rito alternativo. Una formula equivalente al nostro rito abbreviato, che le consentirebbe di vedersi riconosciuti vantaggi o attenuazioni di pena in sede di eventuale sentenza di colpevolezza.

È quanto emerso durante l’ultima udienza del processo in corso davanti al Tribunale moldavo, dove la donna, ultima compagna di Bernardo, è imputata con l’accusa di "omicidio per negligenza", con l’ipotesi che la morte dell’uomo sia stata causata da un tentativo troppo impetuoso di salvargli la vita dopo un presunto malore. L’avvocato che la famiglia dell’uomo ha incaricato per essere rappresentata come parte civile Eduard Digore, ha sollevato una questione, sostenendo che ci siano state carenze investigative nello stabilire cosa fosse realmente accaduto quella sera, quando Bernardo era arrivato in ospedale ormai senza vita, trasportato all’interno di un furgone. La Botas aveva affermato di averlo afferrato, forse un po’ troppo bruscamente, per farlo riprendere da un malore causato da una presunta assunzione di alcol, la cui presenza nel sangue si è invece rivelata minima, ma l’autopsia, svolta anche in Italia, aveva invece parlato di morte per strangolamento. Il giudice ha rinviato il processo a metà gennaio, tempo entro il quale il legale di parte civile dovrà fornire elementi per illustrare e dimostrare le lacune che si ritiene ci siano state nel ricostruire le modalità della morte dell’uomo. Considerazioni che si basano non solo sulle risultanze di due autopsie concordanti – quella italiana svolta a Como dal medico legale Giovanni Scola - ma anche di una versione complessiva resa dall’imputata che i familiari di Bernardo, la ex moglie e i figli, assistiti dall’avvocato Antonio Lamarucciola, ritengono "inverosimile e non accettabile". Un fascicolo di indagine è stato aperto anche in Italia, affidato a una sezione speciale dei Ros di Roma che si occupa di reati che coinvolgono italiani all’estero, ma che non ha nessuna possibilità di interferire o interagire con l’indagine moldava. Paola Pioppi