Il poeta Lawrence Ferlinghetti (Ansa)
Il poeta Lawrence Ferlinghetti (Ansa)

San Francisco, 24 febbraio 2021 - Un cognome che tradisce origini italiane - il padre Carlo era di Chiari in provincia Brescia - e che è rimasto nella storia. A 101 anni è morto a San Francisco Lawrence Ferlinghetti, poeta, scrittore ed editore americano fra i padri e i maggiori ideologi della Beat Generation, movimento giovanile artistico, politico e letterario che ha caratterizzato gli anni Cinquanta negli Stati Uniti. Allen Ginsberg, Jack Kerouac, William S. Burroughs e Ferlinghetti ne sono stati fra i maggiori esponenti. Proprio con Ginsberg, il poeta diventa editore pubblicando "Howl", ovvero "Urlo", il poema che rappresenta una sorta di manifesto della Beat Generation. Un libro che creò scandalo e dal quale lo stesso Lawrence Ferlinghetti fece nascere un poesia dal medesimo titolo, che divenne una delle più famose del movimento culturale. 

"Sono un fanciullo cresciuto da romantico contestatore, che ha conservato la sua giovanile visione di una vita destinata a durare per sempre, immortale come lo è ogni giovane convinto che la sua identità speciale non morirà mai'' scriveva Ferlinghetti nella propria autobiografia "Little Boy" che aveva pubblicato nel 20219 alla vigilia del suo centesimo compleanno. 

Personalità sempre vigile e attenta, Ferlinghetti ha sempre avuto la consapevolezza di essere uno dei grandi pensatori del Novecento eppure ha sempre mantenuto il contatto anche e soprattutto con l'Italia. "Quello che mi piace di più ricordare è la sua attenzione verso gli ultimi, come spesso ricordava Fernanda Pivano, e come per gli artisti della Beat generation fu una sorta di padre, sempre pronto a offrire un pasto caldo, un letto a chi ne aveva bisogno" sottolinea il cantautore Omar Pedrini.