QUASI un terzo delle specie di alberi esistenti sulla terra è a rischio estinzione. A calcolarlo in un report pubblicato oggi è la Botanic Gardens Conservation International (Bgci), un’organizzazione affiliata all’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn) che da circa 35 anni è impegnata globalmente nella conservazione delle piante. Il...

QUASI un terzo delle specie di alberi esistenti sulla terra è a rischio estinzione. A calcolarlo in un report pubblicato oggi è la Botanic Gardens Conservation International (Bgci), un’organizzazione affiliata all’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn) che da circa 35 anni è impegnata globalmente nella conservazione delle piante. Il documento è il frutto di cinque anni di lavoro, ha visto la partecipazione di oltre 500 esperti e ha potuto fare affidamento su circa 60 partner istituzionali. Secondo gli autori il testo è da ritenersi una delle "prime valutazioni sugli alberi minacciati nel mondo". I ricercatori del report hanno preso in esame lo stato di conservazione di circa 60mila specie di alberi. Di queste, 17.500, quasi il 30 per cento, sono risultate a rischio di estinzione. Un numero questo, che è più del doppio del totale delle specie di mammiferi, uccelli, rettili e anfibi nella stessa condizione messi assieme. Il report rivela inoltre che di 440 specie sono rimasti meno di 50 esemplari in tutto il pianeta. Tra queste si annovera il Mulanje cedro (nella foto), di cui poche decine di alberi si trovano solo nella zona dell’omonima montagna del Malawi.

Tra i Paesi dove la flora è più a rischio figura il Madagascar, dove circa il 60 per cento delle specie di alberi presenti è da ritenersi minacciato, mentre anche nei sei Paesi del mondo che presentano il maggior numero di specie di alberi se ne contano a migliaia in via di estinzione. Primo di questa speciale classifica è il Brasile, dove le tipologie a rischio son risultate essere 1.788. La principale causa dello stato di salute della flora mondiale denunciato nel report è l’agricoltura e la deforestazione per causa agricola, seguita dallo sfruttamento delle foreste per il legname e dal disboscamento per far spazio agli allevamenti.