Tribunale (foto d'archivio)
Tribunale (foto d'archivio)

Como, 10 marzo 2018 - Era stato condannato nel 2013 dal tribunale di Como a 7 anni e 6 mesi di carcere, perchè ritenuto colpevole di abusi sessuali sulla figlia di soli due anni. Ma la situazione potrebbe cambiare: il suo avvocato ha infatti presentato istanza di revisione del processo.

Di questa istanza si è discusso ieri davanti alla Corte d’Appello di Brescia, che ha esaminato il caso di un imprenditore della Brianza Comasca, già condannato definitivamente in Cassazione, per il quale l’avvocato Cataldo Intrieri ha ottenuto la sospensione dell’esecuzione della pena. Contestualmente il legale ha chiesto la revisione del processo, prendendo spunto da quanto emerso durante un convegno dell’ottobre 2016.

In quell’occasione Vittorio Vezzetti, pediatra ed ex consulente del condannato, nella sua relazione aveva citato la vicenda processuale dell’imprenditore, sollevando dubbi sul perito del tribunale di Como che aveva sostenuto l’attendibilità del racconto della bambina, decretato di fatto la colpevolezza dell’imputato. A quello stesso perito, infatti, l’Ordine degli Psicologi della Lombardia aveva inflitto una sanzione disciplinare.

Secondo Vezzetti, inoltre, non solo la perizia, ma anche una consulenza pediatrica di parte presentata al processo era da ritenersi inattendibile. Al congresso, ad ascoltare Vezzetti, c’era Claudia Squassoni, presidente del collegio di Cassazione che aveva rigettato il ricorso del condannato, secondo la quale «se nel ricorso in Cassazione fossero state fatte tali eccezioni il risultato sarebbe stato diverso». Ieri la Procura generale ha chiesto il rigetto dell’istanza di revisione del processo: la decisione della Corte è attesa per il 4 maggio.