Attilio Fontana
Attilio Fontana

Milano, 26 novembre 2020 - "Nonostante la mia opposizione, il Governo intende mantenere in vigore fino al 3 dicembre le attuali misure restrittive e, quindi, lasciare la Lombardia in zona rossa". Lo ha dichiarato il governatore Attilio Fontana, secondo il quale "restare in zona rossa significa non fotografare la realtà dei fatti e non considerare i grandi sacrifici dei lombardi". 

La rabbia del governatore

"Nel Dpcm - commenta Fontana - sono presenti automatismi secondo i quali la Lombardia è da due settimane pienamente nei parametri previsti per il passaggio in zona arancione. Ho fatto presente al Governo che, così come si applicano automatismi in senso negativo, gli stessi devono essere attuati quando la situazione migliora. Continuerò a farmi portavoce verso l'Esecutivo, anche a nome dei sindaci che hanno espresso il medesimo parere, affinché la Lombardia, come previsto dagli indicatori, entri in zona arancione prima possibile". 

Il confronto Governo-regioni

Le parole di Fontana giungono mentre è in corso il summit tra Governo e Regioni per definire le misure del nuo Dpcm Natale che entrerà in vigore il 4 dicembre. La Lombardia, tuttavia, sprerava e sembrava ormai certa di 'anticipare' di una settimana l'allentamento delle misure restrittive, sfruttando la 'finestra' offerta dal decreto di poter uscire dalla zona rossa dopo due settimane di parametri da zona arancione. Da giorni si indicava quindi venerdì 27 novembre come il giorno della svolta ma, stando a quanto dichiarato da Fontana, il Governo sembra intenzionato a lasciare la Lombardia in zona rossa. Fontana ha sentito al telefono il ministro della Salute, Roberto Speranza, con il quale ha avuto "un confronto schietto e diretto", dopo aver espresso la sua contrarietà alla decisione di mantenere la Regione in zona rossa. "Entrambi condividiamo che, secondo il modello delle 'zone' predisposto dal Governo, la Lombardia abbia tutti i requisiti per passare da quella rossa a quella arancione", sottolinea il governatore, per cui "il dialogo va avanti". I due si sono lasciati "con l'impegno di riaggiornarci molto presto per verificare quella che realmente può essere la data giusta per allentare le misure restrittive nella nostra regione. Com'e' nel nostro modo ormai consolidato di rapportarci, ci siamo parlati senza tatticismi politici o retropensieri, ma con il solo intento di far prevalere il bene comune per i nostri cittadini. Sia per quanto attiene alla loro salute, sia per ciò che concerne la situazione economica". Tra l'altro, lo stesso premier Giuseppe Conte, intervenuto questa sera al Tg5, è sembrato tutt'altro che intransigente come ha invece lasciato intendere Fontana parlando della posizione del Governo: "Domani è una giornata importante - ha detto - mi aspetto un Rt che è arrivato all'1, sarebbe un segnale importante della riduzione del contagio. E mi aspetto che molte regioni che ora sono rosse diventino arancioni o gialle".

Pericolo "falsa sicurezza"

La 'linea dura' viene però sostenuta da molti di coloro che il Covid lo affrontano quotidianamente da vicino, come Antonio Pesenti, direttore del dipartimento di Uoc Anestesia-Rianimazione del Policlinico di Milano e coordinatore delle terapie intensive nell'Unità di crisi della stessa Regione Lombardia per l'emergenza coronavirus. "L'allentamento delle restrizioni - ha detto il medico all'Adn Kronos -di  sicuro porterà a un aumento dei ricoveri, è matematico. Difficile dire se il sistema regge. Adesso vediamo una foto di quel che succedeva 15 giorni fa, se da lunedì si allenta noi vedremo comunque che i numeri continuano a scendere e potrebbe darci una falsa sicurezza. In questa pandemia bisogna prendersi del tempo fra le azioni intraprese e la risposta".