Incidente in A4
Incidente in A4

Monza, 1 dicembre 2018 - Tre giorni fa a Brugherio è morto un camionista, ieri a Cavenago un automobilista, A4 killer in Brianza. Il furgone e la macchina ridotti a un groviglio di lamiere. È l’unico indizio per ricostruire la carambola mortale costata la vita a Claudio Di Chiio, un 35enne di Cologno, la seconda vittima in 72 ore sulla Serenissima. Ieri, in direzione Milano, il secondo terribile schianto, nell’altro, martedì, ha avuto la peggio un autostrasportatore, 29enne di Cene, padre di una bimba di 3.

Nuovo scenario apocalittico sulle corsie che corrono verso la Madonnina: traffico in tilt per tutto il pomeriggio, alle 17 i pendolari erano ancora imbottigliati a Bergamo. Il casello nel capoluogo orobico è stato chiuso per evitare un altro tappo. Intervento difficile anche per i soccorritori, tre ambulanze, un’auto medica e l’elisoccorso, due squadre di Vigili del fuoco di Milano e Dalmine e la Polstrada di Seriate, che dovrà ricostruire la dinamica. Unica certezza sin qui, il tragico bilancio della collisione: oltre alla vittima, della quale non sono state rese note le generalità, altri tre feriti, tutti giovani, di 20, 27 e 31 anni.

Ancora da mettere a fuoco le cause, forse la distrazione, forse la velocità. Vicino al punto in cui i mezzi sono impazziti, al chilometro 153, si sono formati subito cinque chilometri di coda e altri tre sulla carreggiata opposta causati dalla curiosità dei pendolari che hanno cominciato a frenare per vedere cosa stesse succedendo. Gli scontri in autostrada degli ultimi giorni non fanno che confermare i dati del Rapporto Aci-Istat sull’aumento delle vittime. Nel 2017, i morti sulle autostrade sono cresciuti dell’8%, ma più in generale i decessi al volante registrano un incremento del 2,9%, mentre i sinistri calano dello 0,5%. Motociclisti e pedoni, le categorie più a rischio (+11.9% e +5,3%). E pensare che l’obiettivo europeo da centrare entro il 2020 imponeva di dimezzare le croci. L’impietosa fotografia ha costi sociali pari a 19,3 miliardi di euro l’anno, l’1,1% del Pil, oltre a quelli incom