Renato Durello, responsabile Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze dell’Asst Rhodense
Renato Durello, responsabile Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze dell’Asst Rhodense

Garbagnate Milanese (Milano), 27 novembre 2020 - «La depressione per un malato Covid (guarito) può essere una brutta compagna per molti mesi, spesso non si risolve così in fretta come i sintomi fisici. Il servizio di supporto psicologico a malati, famigliari di malati e operatori sanitari, non si è mai interrotto neppure nei mesi scorsi quando l’emergenza sanitaria sembrava finita". È il racconto di Renato Durello, Responsabile Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze dell’Asst Rhodense.

L’azienda sanitaria ospedaliera a marzo aveva attivato un servizio di sostegno psicologico per medici e infermieri impegnati in prima linea nella cura dei malati Covid, supporto che anche in questa seconda ondata di contagi è diventato fondamentale, "sono circa 300 gli operatori sanitari che individualmente o in gruppo si sono messi in contatto con il servizio di aiuto psicologico, molti di questi ci hanno riferito di aver avuto beneficio dai colloqui, altri invece vivono ancora situazioni di ansia, insonnia, agitazione". Nella fase di mezzo "medici e infermieri hanno comunque vissuto una situazione di “quiete“ solo superficiale, molti di loro non avevano ancora smaltito la fatica psicologica - dichiara Durello - oggi ritrovarsi in una situazione di recrudescenza della malattia a pochi mesi dalla prima ondata genera un malessere maggiore rispetto a marzo perché hanno la consapevolezza di ciò che li aspetta". Ansia, paura, insonnia e irritabilità sono anche i sintomi del disagio che vivono molti malati Covid, ricoverati e non, ed i loro famigliari, "anche quando hanno superato la fase acuta e sono guariti, molti pazienti ci dicono di avere questi disturbi post-traumatici".

Al personale che lavora nei reparti Covid "viene data l’indicazione di informare malati e famigliari della possibilità di accadere al sostegno psicologico. Se il sostegno telefonico non basta e l’operatore rileva una situazione grave, interviene il servizio di psicologia clinica. Il dipartimento di salute mentale che coordina il progetto è stato contattato anche da famigliari che hanno vissuto un lutto o da cittadini assolutamente estranei alla malattia ma che hanno paura del contagio. Oggi noi siamo più organizzati e preparati a gestire tutte le situazioni". Per accedere al Servizio è necessario telefonare al numero 02.994304785 o mandare mail all’indirizzo gar.psicocli@asst-rhodense.it, indicando un recapito telefonico a cui essere ricontattati. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 17.