Attilio Fontana
Attilio Fontana

Milano, 7 aprile 2020 -  "Oggi diamo due buone notizie", ha esordito il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana nel consueto appuntamento per fare il punto sull'emergenza coronavirus. "La prima notizia - dice Fontana - è che i numeri sono in leggero e costante miglioramento. La seconda buona notizia riguarda la messa a punto di un test sierologico. La Lombardia fin dal primo momento ha fatto una scelta di prudenza e di rispetto della scienza senza fughe in avanti per la ricerca di test affidabili. Uno di questi test è stato individuato al policlinico San Matteo di Pavia. Un prelievo di sangue che evidenzierà e verificherà chi ha sviluppo gli anticorpi al Covid. Entro due settimane -  ha aggiunto Fontana - arriverà la certificazione Ce dopodiché si potrà partire con gli esami sulla popolazione. Il test evidenzierà se una persona ha sviluppato gli anticorpi che gli consentiranno di non ammalarsi in futuro, una sorta di patente di immunità. Ci sarà poi la popolazione dei negativi, che dovrà essere molto attenta e mantenere le precauzioni". 

Gallera: numeri positivi ma non allentare la presa

"Giorno dopo giorno continua la riduzione di tutti i fattori e questo è elemento significativo - ha detto l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera -. Dall'inizio dell'emergenza coronavirus i positivi in Lombardia sono 52.325, +791 rispetto a ieri. I decessi invece 9.484, con un aumento di 282. Scendono i ricoverati, a 11.833 (-91), e i pazienti in terapia intensiva, a 1.305 (-81). I guariti sono aumentati di 635 a 14.498, mentre i decessi sono cresciuti di 282 a 9.484. "C'è una continua riduzione di tutti i fattori e questo è un elemento positivo. Tutti gli indicatori  evidenziano come lo sforzo di tutti stia producendo risultati importanti che devono diventare ancora più evidenti e significativi". Poi Gallera ha invitato i lombardi a non abbassare la guardia: "E' imminente il weekend di Pasqua  e dovremo passarlo ancora in casa. Dobbiamo stringere i denti perché serve un ultimo grande sforzo e non possiamo allentare la presa".

I dati delle province

La provincia di Milano è in assoluto la zona dove nelle ultime ore si registrano più casi di positività al Covid-19, con 249 nuovi casi di cui 99 a Milano città. "Nel complesso - commenta Gallera -, i dati sono tutti in una buona direzione, siamo arrivati a 11.787 positivi, 249 più di ieri ma meno dei 308 del giorno precedente. A Milano città i positivi sono 4.744, 99 contagiati in più di ieri ma la crescita comunicata il giorno precedente era di 112 contagiati". Gallera ha sottolineato che sono positivi anche i dati dalle singole province. In particolare Bergamo si avvicina sempre di più ai 10mila contagi, segnando un 9.868 (+53 rispetto a ieri; +102 ieri sul giorno prima); Brescia 9.594 (+37; + 52); Cremona 4.323 (+63; +34); Lecco 1.739 (+19; +34); Lodi 2.321 (+43); Monza Brianza 3.206 (+49, dato "dimezzato"); Mantova 2.142 (+58); Pavia 2.735 (+35; +81); Sondrio 620 (+6; + 23).

Commissioni su Pat e Rsa

Sulle case di riposo, diventate focolai del coronavirus con centinaia di anziani morti e operatori contagiati, e in particolare sullo storico Pio Albergo Trivulzio di Milano, la Regione Lombardia punta a fare "tutta la dovuta luce" perché, come ha spiegato il governatore Fontana, è "necessario indagare, valutare e capire se ci sono state delle responsabilità". Da qui la decisione di istituire due commissioni di verifica, una incentrata proprio sull'istituzione che i milanesi chiamano la 'Baggina' e l'altra su altre 15 Rsa che hanno ospitato pazienti Covid dimessi dagli ospedali, sulla base di una delibera regionale.  Come componente del Comune di Milano nella commissione sul Pat ci sarà l'ex magistrato Gherardo Colombo.

"I pazienti covid trasferiti dalla Lombardia da ospedali sovraccarichi ad altri presidi sono stati 2mila e di questi solo 145 sono stati trasferiti in rsa, residenze assistenziali dedicate agli anziani - ha chiarito l'assessore Gallera. Ad accoglierli sono state quindici Rsa su 708 in totale, la maggior parte a Bergamo (7) e a Milano (5)". I trasferimenti, ha detto l'assessore, "sono quelli che hanno salvato vite negli ospedali, hanno riguardato per le metà ospedali e strutture ospedaliere senza pronto soccorso e coinvolto solo 15 rsa su 708 totali per un totale di 145 pazienti. 

Caparini: dallo Stato nessun rimborso, una mazzata 

"La Protezione civile per bocca del suo Capo, Angelo Borrelli, ci comunica che lo Stato non intende sostenere le spese delle Regioni sui dispositivi di protezione individuali e le spese per gli apparecchi medicali, quindi ciò che noi abbiamo acquistato dobbiamo pagarcelo". Lo ha detto l'assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Davide Caparini. "La comunicazione - prosegue Caparini - è stata data in una video conferenza tecnica, non abbiamo ancora avuto comunicazione politica. Per la Lombardia l'esborso è stato di diverse centinaia di milioni di euro, in particolare 400 milioni. Le regole non si cambiano in corsa - lamenta l'assessore -. Aavevamo iniziato questa emergenza con delle indicazioni ovvero che la Protezione civile attraverso il suo fondo avrebbe coperto con 1.650 milioni di euro le spese. Ad oggi abbiamo una informazione diametralmente opposta". Per la Lombardia che ha le "spalle larghe e i conti in ordine" questo è già un problema, ma - conclude Caparini - alcuni miei colleghi in altre regioni rischiano la bancarotta. Domani porremo la questione in Conferenza Stato-Regioni".

Mascherine distribuite in 9 province su 12

"Grazie allo straordinario lavoro di migliaia di volontari della Protezione civile, 9 province su 12 hanno pressoché terminato di consegnare le mascherine ai rispettivi Comuni, mentre le tre province restanti completeranno la distribuzione entro domani. Ricordo come, già domenica sera in sole 4 ore, la Regione aveva ultimato la consegna di 3 milioni di mascherine presso le 12 sedi provinciali". Lo comunica l'assessore regionale al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni, che spiega come "in tantissime realtà i sindaci hanno già iniziato a loro volta a rifornire i cittadini più bisognosi, quelli a cui sono per l'appunto destinate queste mascherine. Ringrazio i sindaci per la grande collaborazione". "In particolare - spiega Foroni - sono state riforniti della quota prevista pressoche' tutti i Comuni delle province di Bergamo, Como, Cremona, Lecco, Milano, Monza Brianza, Pavia, Sondrio e Varese. Ricordo che ai sindaci e' stata lasciata la massima liberta' nel decidere come distribuire i dispositivi di protezione, potendo optare per una distribuzione diretta, specie nel caso di comuni medi o piccoli, mentre agli altri abbiamo suggerito di usare come centri di consegna i supermercati, le edicole o le tabaccherie". "Per quanto riguarda le 330.000 mascherine destinate alle farmacie, tra il pomeriggio di ieri e la prima mattinata di oggi abbiamo ultimato la consegna di tutte le mascherine ai 10 grossisti che provvederanno a partire dalla mattinata di domani a rifornire direttamente le 3000 farmacie lombarde.