Cremona, più sostegno al bimbo: la famiglia vince la battaglia

Il ricorso al Tar di Brescia ha portato all’aumento delle ore di supporto al figlio che frequenta la scuola dell’infanzia

Il tribunale amministrativo di Brescia

Il tribunale amministrativo di Brescia

Cremona, 25 gennaio 2024 – La buona notizia è che, alla fine, tutto si è risolto per il meglio e le richieste della famiglia hanno trovato accoglimento. Resta l’amara constatazione che per aumentare le ore sia dell’insegnante di sostegno sia del servizio di assistenza per l’autonomia personale (Saap) per un minore, c’è voluto il ricorso al Tar di Brescia.

Ieri, nella sede di via Zima, si è tenuta l’udienza in cui è stata dichiarata la cessazione della materia del contendere, perché alla fine sono state aumentate le ore a supporto dell’alunno della scuola dell’infanzia.

La famiglia residente nel Cremonese ha contestato il verbale del Glo, Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione – l’organo collegiale che procede a stesura e approvazione del Piano educativo individualizzato per gli alunni con disabilità certificata – dove respingeva la richiesta di attestazione del fabbisogno di sostegno e di attestazione della necessità di copertura integrale, con rapporto 1 a 1, dell’orario di frequenza scolastica pari a 40 ore.

Secondo il Glo, erano sufficienti 16 ore e mezzo settimanali di sostegno e 10 di Saap, come ribadito anche dalla dirigenza scolastica. Per i genitori, che hanno portato avanti la battaglia, l’assegnazione di insegnante di sostegno e di assistenza sostenuta dagli enti pubblici era stata fatta però "senza previa determinazione del fabbisogno e comunque in misura del tutto inadeguata in relazione alla patologia, alle necessità assistenziali e al profilo di funzionamento dell’alunno minore”.

Alla fine la richiesta di una copertura di 40 ore integrali è stata accolta. Dopo che il caso è stato sollevato, all’Istituto sono stati assegnati posti di sostegno in deroga (6 per 7 studenti, invece degli iniziali 2 per 3), “per cui rispetto al minore, potrebbe essere assicurato il rapporto 1:1". Anche gli enti locali, in occasione del Glo riunitosi il 19 dicembre, hanno manifestato la disponibilità a incrementare le ore di assistenza alla persona erogate al bambino.

"L’assegnazione era stata fatta in modo standardizzato – spiega l’avvocato che ha seguito il caso, Alessandro Liverini – senza l’elaborazione del fabbisogno. Non sono casi isolati, ma non tutti hanno la forza di opporsi alle istituzioni. Ciò che conta ora è che il minore abbia il sostegno necessario”.