Mauro Pamiro con la moglie Debora
Mauro Pamiro con la moglie Debora

Crema (Cremona), 1 agosto 2020 -Morte di Mauro Pamiro, adesso sembra una partita a scacchi. Gli avvocati della famiglia attendono la mossa del procuratore Roberto Pellicano che alcuni giorni fa aveva annunciato di voler chiudere le indagini perché secondo lui si è trattato di un suicidio. Tesi che famiglia e avvocati non accettano.

Comunque la chiusura del caso non pare imminente in quanto con ogni probabilità il procuratore attenderà di conoscere i risultati dell’esame tossicologico e quelli dell’autopsia, che arriveranno solo tra un mese. E oltre a questi risultati si attende anche l’esito dell’indagine sui cellulari sequestrati in casa della coppia. Si sa che il 30 giugno furono prelevati tre telefonini e due computer. Un telefono era di certo di Debora Stella, la moglie, ma gli altri due non si sa chi li avesse a disposizione. Certo, basterebbe comporre il numero di Pamiro e vedere se uno dei due squilla, prova che la Procura può di certo aver fatto. Ma c’é anche il dubbio che il cellulare a disposizione di Pamiro non sia tra quelli sequestrati.

Accanto al cadavere non c’era telefono e sarebbe interessante vedere quali siano state le ultime telefonate del professore musicista. Secondo la moglie, comunque, il cellulare del marito era stato lasciato a casa e quindi dovrebbe essere tra i due sequestrati. Gli avvocati Ilaria Dioli, che tutela gli interessi di Marisa Belloni, mamma di Mauro e Gian Luigi Tizzoni, che rappresenta il padre, si dicono convinti che c’è ancora molto da scoprire in questa vicenda. La famiglia non crede alla tesi del suicidio per una serie di evidenze che portano a pensare a una morte violenta del loro congiunto.