L'interno di un ufficio Siemens
L'interno di un ufficio Siemens

Milano, 28 maggio 2020 -  «Sostenibilità , economicità, benessere". Le fondamenta dell’ufficio del futuro pensato da Alessandro Adamo, partner di Lombardini22 e direttore di Degw - brand del gruppo dedicato alla progettazione integrata di ambienti per il lavoro - sono gettate. "Il coronavirus ha accelerato tendenze che le aziende più “visionarie” stavano già studiando – dichiara uno dei massimi esperti di consulenza internazionale –. Ma attenzione a cadere nell’errore opposto: la corsa a iper-modifiche, adesso, è prematura". Dopo la chiusura provocata dall’emergenza sanitaria "questa è l’ora dei test".

A cosa state lavorando?
"Stiamo cercando di capire ad esempio quanto tempo serve per portare le persone all’ultimo piano di un palazzo. O quanto diminuisce la capienza di un ufficio con il distanziamento".

Quanto?
"Dovrebbe aggirarsi al 40%".

Cosa cambierà a breve?
"Nell’immediato le presenze negli uffici non superano il 10%; si lavora ancora da casa. Si procede con igienizzazione e revisione degli spazi con segnaletica di distanziamento: l’obiettivo è evitare di trasformare gli uffici in posti che seminano terrore".

Nel lungo periodo invece?
"Ci sarà una ridefinizione del modello di workplace, ma ci vorranno mesi. Definire cosa accadrà nei prossimi cinque anni è prematuro: la scienza dovrà aiutarci. Tuttavia, ci sono pilastri già ben definiti".

Quali?
"Le aziende si sono rese conto che si può lavorare in modo diverso: l’attività di ufficio non si è fermata durante il lockdown. E questo modello, fatto di tecnologia e relazioni diverse tra persone, ha un impatto sulla gestione degli spazi, a partire da tre fondamenta. La sostenibilità: ci si può muovere tutti alla stessa ora? Chi ha sedi periferiche le rivaluterà. Un’altra stella polare sarà l’economicità: quanti posti servono negli uffici? Da una postazione per dipendente si potrà andare verso un sistema a prenotazione, in base a chi sarà presente fisicamente in ufficio. Terzo, il benessere".

L’open space sopravvivrà?
"Sì, non vedo un trend verso spazi isolati e personali. Si ragiona su altre logiche: ambienti facilmente trasformabili con elementi che si possono spostare".

Cambierà anche l’arredo?
"Saranno privilegiati materiali facilmente igienizzabili. Ma gli uffici non saranno mai sale operatorie. La vera rivoluzione sarà il no touch e soluzioni intelligenti: porte che non si devono toccare, pareti intelligenti in grado di memorizzare dati e informazioni, filtri di impianti di aerazione che comunicano quando devono essere sostituiti".

Quanto costerà tutto questo?
"Ha un costo, ma si può risparmiare su altro".

Città senza uffici?
"Utopia. L’ufficio è fondamentale per senso di appartenenza, relazione e condivisione".