Uccise un pensionato con un pezzo di vetro in via Giussani: condannato a 20 anni

Omar Querenzi di Albiolo giudicato capace di intendere. Quel giorno ferì anche un giovane e di un bimbo

Omar Querenzi, nel riquadro, è stato condannato ieri a 20 anni di reclusione

Omar Querenzi, nel riquadro, è stato condannato ieri a 20 anni di reclusione

Como, 2 febbraio 2024 – Per l’omicidio di Giuseppe Mazza, il pensionato di 76 anni colpito alla gola con un pezzo di vetro mentre si trovava nella sua auto parcheggiata alle spalle di via Giussani, Omar Querenzi è stato condannato ieri a 20 anni di reclusione, al termine del processo con rito abbreviato, in cui è stato riconosciuto sano di mente.

La stessa pena chiesta dal pm, che comprende le accuse di tentato omicidio di un giovane, ferito alla fermata del bus in via Giussani, e di lesioni a un bambino, incrociato poco prima e colpito a un braccio con una bottiglia di vetro. I

l processo al 34enne di Albiolo si è concentrato soprattutto sulle sue condizioni mentali, a fronte di una ricostruzione delle sue responsabilità, nei diversi episodi contestati, apparsa chiara e indiscutibile, per quanto non comprensibile nelle motivazioni, ancora oggi prive di ogni logica.

Querenzi era uscito poco prima dal pronto soccorso del Sant’Anna e si era incamminato a piedi verso Como, lasciandosi alle spalle una scia di aggressioni, anche verbali, nel giro di pochi minuti. Culminate nel ferimento di un ragazzo alla fermata del bus, anche lui colpito alla gola con un pezzo di vetro, e poi nell’omicidio di Mazza.

La perizia disposta dal Gup, svolta dallo psichiatra Nicola Molteni, lo ha dichiarato sano di mente, rilevando solo disturbi antisociali, senza criticità riguardo alla capacità di intendere e di volere nel momento in cui ha commesso i reati di cui ora deve rispondere. Il consulente del pm Simone Pizzotti, lo psichiatra Nicola Poloni di Varese, allo stesso modo lo aveva ritenuto pienamente capace di intendere, evidenziando però un disturbo di personalità. Diversa invece la valutazione del consulente della difesa, rappresentata dagli avvocati Denise Canu e Pasquale Saggiomo: la psichiatra Carla Del Carpio, affiancata dalla psicoterapeuta Graziella Mercanti, aveva concluso per una capacità parziale, con disturbi della personalità che, in particolari condizioni, potrebbero generare situazioni di perdita di controllo. "Al momento prendiamo atto della decisione del giudice – hanno commentato i due legali di Querenzi, che era presente in aula – Aspettiamo di leggere le motivazioni per valutare un ricorso in Appello e capire i motivi per cui il giudice ha ritenuto il nostro assistito pienamente capace di intendere".